Non è prendendosela con Silletti che si vince la guerra contro la xylella fastidiosa

Il commissario straordinario per l’emergenza Giuseppe Silletti ha voluto, in una nota, ‘placare’ i toni assunti dal dibattito pubblico riguardante le misure di prevenzione, controllo ed eradicazione del batterio contenute nel tanto contestato Piano.

Il tono che ha assunto negli ultimi giorni il dibattito pubblico sulle misure messe in campo per combattere la Xylella fastidiosa, il batterio killer che ha condannato a morte centinaia e centinaia di ulivi nel Salento, ha spinto il commissario straordinario per l’emergenza, Giuseppe Silletti – chiamato in causa più volte e usato  spesso come “capro espiatorio” – a scrivere nero su bianco alcune osservazioni. Precisazioni importanti, come si legge nella nota giunta in redazione, al fine di una corretta informazione alla cittadinanza.
 
Punto primo: i numeri.  «La Puglia – si legge ne comunicato stampa – ha un patrimonio di 60 milioni di ulivi. Il numero di 3000 piante estirpate ne rappresenta una percentuale minima. Se si tralascia questo dato, se non si dà il giusto rilievo alle proporzioni, il quadro complessivo perde di chiarezza e sfuma in un indefinito dibattito a favore o contro».
 
Da quando il batterio killer ha trasformato molte campagne, soprattutto nel gallipolino, in veri e propri cimiteri a cielo aperto, la necessità di contenere l’avanzare della malattia è stata prioritaria. Nonostante tutto, il patogeno da quarantena trasportato dalla cicala sputacchina si spinto fino al nord Salento, nelle campagne fra Oria, Torchiarolo, San Pietro Vernotico e Cellino San Marco dove dovrebbe essere creata la tanto discussa zona cuscinetto.

Un altro aspetto da considerare è la centralità del fattore temporale: «La gestione dell’emergenza fitosanitaria, come ogni emergenza, rende necessaria rapidità d’azione laddove invece ritardi, ostacoli e impugnazioni non fanno che dilatare i tempi portando a conseguenze nefaste irreversibili. La verità è che scienziati di tutto il mondo dichiarano di essere impotenti di fronte al batterio killer, né si può sperare nei miracoli. Se non si adotta tempestivamente il tradizionale accorgimento di tagliare le piante infettate per isolare il batterio, la Puglia e forse tutta l’Italia subiranno un danno epocale al patrimonio olivicolo. Bisogna dirlo chiaramente: questo temporeggiare può determinare la scomparsa di un intero settore agricolo che, finora, ha visto i coltivatori pugliesi primeggiare nel mondo».

Insomma, è importante non dimenticare il rischio (concreto) delle procedure di infrazione che l'Ue potrebbe attivare in caso di non osservanza delle disposizioni. E cioè il blocco totale di tutte le attività vivaistiche presenti sul territorio regionale, che rappresenterebbe un ulteriore danno per il tessuto produttivo pugliese. Ricordiamo che tra le misure previste c’è anche il discusso abbattimento delle piante ‘sane’ comprese nel raggio di 100 metri da quelle ‘infette’.
C’è anche da dire, per onor di cronaca, che alcune  sperimentazioni hanno già dato risposte importanti sulla capacità di ripresa degli ulivi,  simbolo della storia, del paesaggio e persino della cultura del Salento.

Il terzo punto riguarda l’ambito di competenza e le responsabilità del Commissario, che forse è opportuno ricordare. «Il 10 febbraio 2015 il Consiglio dei Ministri, tenuto conto delle richieste del Presidente della Regione Puglia nelle quali si dichiarava l’impossibilità di fronteggiare la situazione con mezzi e poteri ordinari – una situazione iniziata nell’ottobre 2013, quando nel territorio della provincia di Lecce venne riscontrato il batterio patogeno –, ha dichiarato lo stato di emergenza “per la diffusione del batterio Xylella fastidiosa in Puglia” (stato di emergenza rinnovato a luglio e in scadenza definitiva a inizio febbraio) perché si doveva “provvedere tempestivamente a porre in essere tutte le iniziative di carattere straordinario e urgenti necessarie per impedire la diffusione del batterio e salvaguardare l’olivicoltura della regione Puglia”, nonché “ scongiurare l’eventuale avvio della procedura di infrazione comunitaria nei confronti dello stato italiano».

«Di conseguenza, l’11 febbraio, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, acquisita l’intesa della regione Puglia e sentito il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con l’Ordinanza n. 225 ha nominato Commissario delegato il Comandante regionale del Corpo forestale dello Stato per la regione Puglia, Giuseppe Silletti. Sia nella delibera sia nelle ordinanze che sono seguite, gli ambiti di intervento del Commissario sono sempre stati chiari e hanno sempre rispettato, da una parte, le indicazioni della Commissione Europea e, dall’altra, i decreti del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali sulle misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di Xylella fastidiosa (Well e Raju) con i quali sono stati disciplinate le attività da porre in essere».

A febbraio, quando scadrà lo stato di emergenza, le competenze torneranno alle amministrazioni ordinariamente competenti che, senza il supporto della struttura commissariale, dovranno continuare la lotta attiva al batterio patogeno, sempre sotto l’attento monitoraggio della Commissione Europea.​



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