Non più discarica a cielo aperto. Il Comune pone fine allo scempio di via del Ninfeo

La denuncia di Leccenews24 non è rimasta inascoltata. L’amministrazione comunale ha prontamente provveduto a ripulire dai rifiuti la zona delle Cave di Marco Vito scambiata per una discarica a cielo aperto.

Non avevamo usato parole tenere per giudicare il comportamento incivile e maleducato di quei cittadini che a dispetto delle regole base del vivere civile avevano scambiato via del Ninfeo a Lecce per una vera e propria discarica a cielo aperto. Cumuli e cumuli di rifiuti di ogni tipo accatastati e abbandonati nottetempo da non si sa chi a due passi dalle Cave di Marco Vito, lì dove dovrebbe materializzarsi il grande progetto urbanistico a firma niente meno che dell’Archistar portoghese Alvaro Siza, chiamato dal sindaco Paolo Perrone a dare un nuovo volto alla zona in cui si realizzerà il ribaltamento della stazione ferroviaria leccese.

Perché la colpa è in primis di chi deturpa i luoghi e lo fa in maniera vile e codarda quando si spengono le luci ed è più facile passare inosservati aspettando sempre che siano gli altri a pulire senza capire che forse basterebbe semplicemente non sporcare. Tuttavia avevamo chiesto in maniera velata all’amministrazione comunale di intervenire lì dove la maleducazione aveva fatto il resto, provando a sgombrare l’area dai materassi, dai copertoni, dai rifiuti di ogni genere. Uno spettacolo non piacevole da vedere non solo per gli abitanti costretti a fare i conti giornalmente con quella porcheria, ma anche per i turisti che per caso si trovavano a passare per quella strada, periferica ma neanche tanto.

La preghiera di Leccenews24 al primo cittadino e all’assessore Andrea Guido non è rimasta inascoltata. Ritornando sul luogo del delitto per constatare di persona se qualcosa fosse cambiata ci siamo accorti che lo era: gli spazi erano tornati quasi ‘immacolati’ a dimostrazione che se si denunciano determinati scempi e se si trova terreno fertile nell’azione dell’amministrazione tutto si può risolvere e anche in poco tempo. Un plauso a chi è intervenuto, resta invece il monito a chi continua imperterrito e non curante con questi scellerati atteggiamenti incivili.

Tania Tornese



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