Sonia Marra, un omicidio senza colpevole. La scomparsa della studentessa resta un mistero

Dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha definitivamente scagionato Umberto Bindella, Il caso di Sonia Marra resta un mistero. Ecco la sua storia

Era il 16 novembre 2006, quando Sonia Marra scompare nel nulla. Le lancette dell’orologio avevano da poco segnato le 15.30 quando la famiglia ascolta per l’ultima volta la sua voce. Una chiamata come tante, una chiacchierata del più e del meno e, come saluto, un normalissimo ciao. Tutto sembrava normale. Avrebbe dovuto richiamare, come tutte le sere, per la buonanotte, ma il telefono non squillò mai più. Quel momento rimarrà sempre impresso nella mente di mamma Lucia e papà Donato che, da allora, combattono per sapere la verità, per avere un corpo e una tomba dove piangere, dove pregare.

La scomparsa

Quell’appuntamento mancato fa subito scattare l’allarme. Sonia è una brava ragazza, abitudinaria, non avrebbe mai fatto preoccupare la famiglia, rimasta a Specchia. Quando i Vigili del Fuoco fanno irruzione nell’appartamento di Perugia, dove si era trasferita per studiare alla Facoltà di Medicina, c’era un forte odore di gas. Qualcuno aveva lasciato il fornello della cucina aperto. Un testimone ha raccontato di aver visto un uomo entrare in casa della studentessa la sera della sua scomparsa con fare sospetto, tentando di non farsi notare da nessuno. Troppo poco per avere risposte, ma abbastanza per creare un giallo.

Le era successo qualcosa, questa è stata la prima dolorosa sensazione. La famiglia è convinta che Sonia sia stata uccisa. Ma chi poteva averle fatto del male? Si brancola nel buio. Una pista, quella «clericale», porta alla Scuola di Teologia di Montemorcino dove la 25enne – che sognava di diventare tecnico di laboratorio biomedico – lavorava come segreteria una volta a settimana e dove avrebbe conosciuto Umberto Bindella, uomo chiave in questa storia. L’altra strada, quella del «movente passionale» comincia con un test di gravidanza. Sonia sospettava di essere incinta tant’è che aveva prenotato una visita ginecologica.

Se Sonia è morta, ad ucciderla non è stato Umberto Bindella

Una sentenza della Corte di Cassazione ha scritto la parola fine sul coinvolgimento dell’ex agente del corpo forestale dello Stato con cui Sonia aveva avuto una relazione. I giudici hanno confermato l’assoluzione di primo grado “per non aver commesso il fatto” e secondo grado del marcianese, accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il suo nome era spuntato fuori durante le indagini, analizzando i tabulati telefonici. Il cellulare della ragazza di Specchia era stato spento il giorno in cui è sparita nel nulla, ma gli esperti avevano trovato diversi messaggi tra Bindella e la studentessa.

C’era anche un altro tassello: l’uomo, dopo la scomparsa di Sonia, aveva confidato ad un amico poliziotto di aver combinato “un casino”. È “una cosa più grande di me e di te” pare abbia detto.

Nel 2010, la Nazione ha pubblicato una lettera che Sonia scrisse a Umberto Bindella il 15 ottobre 2006. «Il fatto che tu sia così irraggiungibile fa aumentare il desiderio di averti vicino… Lo so, le mie sono solo illusioni… Sono consapevole che da parte tua non potrà mai esserci niente nei miei confronti e io non pretendo niente… A volte capisco di esagerare, specie coi messaggi e qualche squillo e me ne dispiace tanto, credimi l’ultima cosa che vorrei è quella di romperti le scatole o privarti del tuo tempo… So di essere lontana anni luce dai tuoi pensieri, so di fare del male a me stessa perché sono consapevole che non potrò mai essere ricambiata, ma che vuoi fare, a volte è bello sognare… Non ti preoccupare sono strafelice solo sapendo di essere tua amica e sapere che tu sei come sei e che ci sei mi fa sentire bene e basta».

Tra i due c’era stato un rapporto sentimentale? O Sonia era innamorata di Bindella, ma l’uomo non la ricambiava? Si è anche parlato di un esame mai sostenuto, ma comparso sul curriculum scolastico grazie all’aiuto della ragazza.

La presunta gravidanza

Sonia aveva raccontato del sospetto di essere incinta ad una suora con cui si confidava. “Mi sono successe più cose in questi ultimi quindici giorni che in tutto il resto della mia vita” le disse l’ultima volta che si incontrarono. Il giorno prima della scomparsa, la religiosa aveva ricevuto un messaggio da Sonia in cui le comunicava di non essere incinta. Ma se il test era negativo allora perché doveva sparire?

A distanza di tanti anni, manca il corpo, manca il movente, manca Sonia. Il suo caso resta un mistero. E una ferita ancora aperta nel cuore di una famiglia che sperava di ricevere risposte.



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