Pasticcerie chiuse per la festa di San Giuseppe e niente zeppole. Il forno Schipa ‘rimandiamo tutto al 19 aprile’

Il 19 marzo le pasticcerie cittadine – e non solo- saranno chiuse e non potranno vendere le famose zeppole. Ecco la proposta dal forno Si.Se. di Lecce.

Come si legge nel bene noto decreto che ha fatto abbassare le saracinesche di molti esercizi commerciali, fatti salvi quelli che smerciano generi di prima necessità, anche le pasticcerie hanno dovuto fermare la produzione.

Un simile provvedimento alle porte della festa di San Giuseppe ha un significato ben ampio. Non piangono soltanto i golosi delle zeppole, il dolce tipico della festa del papà, ma anche i maestri pasticceri che rinunciano così ad incassi non indifferenti.

Ma oggi è tempo di rispetto delle regole e anche di solidarietà. Sì, una solidarietà che – come leggiamo sul comunicato della famiglia Schipa di Lecce – “ha il colore bianco della farina ed il profumo buono dei prodotti da forno e di pasticceria”.

Marcello “Tonino” Schipa e i suoi figli Serena e Simone hanno così deciso di sospendere la tradizionale produzione delle zeppole in occasione dei prossimi festeggiamenti di San Giuseppe.

Una scelta dettata dal cuore e dalla voglia di non sfruttare una posizione di vantaggi” poiché quello della famiglia Schipa è un forno e non una pasticceria: nessuno potrebbe vietare di proporre le famose zeppole il prossimo giovedì 19 marzo.

Non sfugge il pensiero però verso tutte le pasticcerie cittadine che, invece, per legge, dovranno restare chiuse.

La proposta

Festeggeremo tutti insieme domenica 19 aprile, quando tutto si spera sarà passato ed ognuno di noi potrà ritornare al suo lavoro -commentano i titolari della panificio/pasticceria Si.Se. sita a Lecce in via Taranto- Una decisione che permetterà a tutti di fronteggiare con maggiore serenità questo periodo complicato, con la prospettiva di vivere tutti insieme un importante giorno di festa dove ognuno potrà offrire a i suoi clienti le zeppole di San Giuseppe. Adesso siamo tutti chiamati ad affrontare un’altra battaglia, da vincere restando a casa, in famiglia, nel rispetto dei canoni di rispetto e giusta concorrenza. Una scelta frutto della correttezza che da sempre caratterizza l’intera categoria dei panificatori e dei pasticceri ci ha visto, da sempre, lavorare insieme, fianco a fianco”.

Una scelta dettata dall’etica professionale d’altri tempi, frutto di generosità e altruismo. Aspettiamo che passi la tempesta, insomma, per poi trovarci a festeggiare tutti insieme.



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