Litoranea San Foca-Torre dell’Orso, se bastasse una bicicletta a progettare un territorio

Sulla litoranea San Foca -Torre dell’Orso carreggiata ridotta per la realizzazione di una lunga pista ciclabile. La svolta green del comune di Melendugno

I cosiddetti progetti ecologici sfondano le porte dei finanziamenti pubblici, ma spesso si rivelano divisivi per le popolazioni locali, come accade nel territorio di Melendugno alle prese con la rivoluzione del secolo. Kilometri di strada litoranea interessata da lavori per la costruzione di piste ciclabili con conseguente riduzione del setto stradale e viabilità stravolta nel vero senso della parola.

In uno dei tratti costieri più importanti della Puglia a livello di turismo balneare va in scena la svolta new green che vorrebbe attenuare la pressione veicolare delle automobili e incoraggiare quella ciclistica. Strategia sacrosanta sul piano dell’educazione stradale, molto meno su quella del modello turistico e soprattutto sul piano della promozione naturalistica.

Innanzitutto ci si chiede a cosa serva ormai il grande parcheggio realizzato qualche anno fa nei pressi dell’oasi della Madonna di Roca, dinanzi all’ingresso del Parco archeologico, un parco di incomparabile importanza storica quasi sempre chiuso e scarsamente fruibile.

Poi c’è la questione dei percorsi di trekking che attraversano le aree interne, quelle retrostanti all’abitato di Roca Li Posti e che collegano in un tripudio di natura le marine di San Foca e Torre dell’Orso. O che dovrebbero collegarle non si sa bene come date le incertezze sul fronte viabilità che ha già irritato se non adirato residenti e villeggianti.

Il discorso inverso sarebbe stato più coerente. Realizzare una pista ciclabile che costeggia canneti, paludi e pinete rigogliose e che consente di scoprire tratti ancora acerbi della bellezza locale, tra via delle Acacie e vicinale Mancarella, che temiamo possano diventare invece la nuova bretella di collegamento automobilistico, con buona pace del delicato ecosistema.

I centri abitati con alberghi, strutture residenziali, discese a mare e stabilimenti balneari verranno inevitabilmente cinturati o sezionati dalla pista ciclabile che, a questo punto, ci auguriamo solo che possa ospitare una o più tappe del Giro d’Italia di ciclismo.