Povia, la polemica inutile ha danneggiato solo chi vuol fare del bene

Non si fermano le polemiche dopo il confronto acceso tra il cantante Povia e le associazioni LGBT. Scende in campo anche la mamma di Lorenzo: “Non usate la scusa della solidarietà per vostre battaglie ideologiche”.

C’è qualcosa che non torna nella complessa vicenda del concerto leccese di Giuseppe Povia, annunciato tra molte polemiche e annullato con un colpo di spugna, per caso, dopo che le associazioni Lgbt avrebbero chiesto di togliere il cantante dalla programmazione della serata in quanto ‘ospite non gradito’.

Ora, il live presentato all’interno di una cornice di beneficenza a favore dell’associazione di Lorenzo Risolo alla fine è stato qualificato come “attività di spettacolo” dal comune di Lecce che, in tutta fretta, ha ritirato il Patrocinio. Scelta, mal interpretata, che ha spinto il primo cittadino a motivare la decisione, rispolverando l’art.2 comma 2 dell’apposito regolamento che recita: «Sono ammessi al patrocinio, di norma, le manifestazioni organizzate da Enti, Istituzioni, Fondazioni ed Associazioni che non abbiano fini di lucro e le cui iniziative vengono svolte a titolo gratuito o il cui ricavato, dedotte le spese delle iniziative o delle manifestazioni, siano devolute in attività di beneficenza”.

A quanto pare, come si legge nella nota di chiarimento del primo cittadino, l’organizzatore dell’appuntamento avrebbe donato solo il 15% dell’incasso all’associazione che raccoglie fondi per la ricerca contro il cancro, istituita in memoria di un bambino che non c’è più.

C’è un particolare, però. Non è stato annullato l’evento, ma la presenza dell’artista sul palco del Teatro Paisiello, il 20 aprile. Tant’è che il cantautore si ritiene vittima di una discriminazione per le sue idee a difesa della famiglia tradizionale e gridando alla “mafia culturale” ha pubblicato un video al vetriolo su Facebook in cui spara a zero su tutti, salvando – solo in parte – la mamma di Lorenzo: “La capisco, ha avuto paura ma ha anche ucciso un pochettino lo spirito che la sua associazione infonde e cioè combattere le metastasi”.

Le associazioni Lgbt, intanto, si sono chiuse in silenzio, probabilmente per valutare la strada da intraprendere alla luce delle dichiarazioni del cantautore. Alcuni di loro, raggiunti da Leccenews24 hanno dichiarato di non aver mai chiesto all’organizzatore di escludere Povia né al sindaco di revocare il Patrocinio.

È come se la polemica fosse sfuggita di mano con una ed una sola certezza: all’associazione in memoria di Lorenzo Risolo andranno meno soldi di quanti ne sarebbero potuti arrivare. Ma davvero la strada della “rissa” mediatica a tutti i costi è sempre quella giusta? O l’inutile polemica abbia fatto perdere la faccia a tutti?

La nota di ALR Onlus

Sulla questione è anche intervenuta, attraverso una nota, Sonia ChettaPresidente di ALR Onlus (e mamma di Lorenzo):

Fa molto male per chi, come noi, si impegna quotidianamente nella lotta alla malattia essere strumentalizzati e mercificati da chi per ragioni politiche, artistiche e commerciali usa il nome di Lorenzo, la sua storia e quella di tanti bambini, che hanno problemi veri e reali e qualcuno di loro, purtroppo, non saprà mai se nella vita avrebbe amato un uomo o una donna.

Il Sig. Giuseppe Povia, le associazioni “Arcigay Salento”, “Lea Liberamente e Apertamente” e “Agedo Lecce” stanno usando la solidarietà come facile bersaglio per le loro ideologie.

La nostra Associazione è apolitica, apartitica, laica e neutrale a qualsiasi forma di concetto ideologico.

A noi interessa dare un supporto a chi viene colpito ingiustamente da una patologia cosi grave, io e la mia famiglia, coinvolti personalmente nell’Associazione, sappiamo bene cosa si attraversa e si vive in quei momenti ed è proprio questo che ci spinge a dedicare tutte le nostre energie a tanti bambini, insieme a uno staff di volontari meravigliosi a cui non interessa sapere la religione, il colore della pelle, l’appartenenza politica ne tantomeno la tipologia di famiglia a cui si dà un aiuto.

Ciò che amareggia molto in questa vicenda, quasi surreale, è constatare che ancora una volta chi ha il dovere dell’informazione riporta spesso solo notizie distorte prese dal web, da post di persone che hanno giornate vuote da riempire e usano la cattiveria per avere un “like” in più.

L’Associazione Lorenzo Risolo si riserva di agire in sede legale contro ogni tipo di sopruso informativo a tutela del nome di Lorenzo, dell’Associazione e dei bambini che quotidianamente lottano per la vita.



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