Quando il lavoro manca, bisogna ‘inventarselo’: l’esempio di alcuni cittadini del nord Salento

C’è chi ha ripreso a raccogliere il ferro e portarlo nei centri di raccolta; chi raccoglie olio usato e chi, invece, lava le automobili a domicilio. L’esempio quotidiano di lotta alla crisi economica.

A volte, per sopperire alla mancanza di un impiego, c’è bisogno di reinventarsi costantemente. Mettersi in discussione, giorno dopo giorno. “Oggi il lavoro bisogna inventarselo”, quante volte abbiamo sentito questa frase. Per qualcuno rimane solo un semplice pourparlér, un modo di dire. Per altri, invece, non proprio. Anzi, partendo da tale “slogan”, alcuni cittadini del Nord Salento hanno avuto la capacità di reagire alla crisi economica trovando degli sbocchi professionali davvero ingegnosi.

Primo caso: un tempo erano solo alcuni cittadini extracomunitari che raccoglievano ferro e lo portavano – in cambio di pochi euro – presso i centri di raccolta materiale ferroso. Oggi, invece, è diventato un vero e proprio lavoro per Paolo e Franco di Squinzano, entrambi 35enni, sposati ma disoccupati da tempo:«Ebbene sì – affermano i due – raccogliamo ferro e lo portiamo nei centri di raccolta. Di solito ogni 100 kg di materiale ferroso ci viene corrisposta la cifra di 10 euro. Non è facile trovare del ferro ma ci diamo da fare col passaparola e, recentemente, mettendo anche degli annunci su quotidiani locali o attaccando delle locandine in vari locali».

Non da meno, inoltre, l'idea lavorativa di Matteo, 45enne di Trepuzzi, sposato con due figli a carico che ha deciso con successo di rispolverare un antico mestiere, ossia raccogliere olio usato e consegnarlo in cambio di denaro alle cooperative salentine che si occupano di riciclarlo:«Il mio lavoro – dice Matteo – consiste nel passare per locali di ristorazione, del tipo trattorie e pizzerie, per raccogliere in particolari recipienti l'olio rimasto da cotture o fritture. Più olio consegno, più guadagno. In questo modo cerco di non far mancare niente ai miei figli, che sono orgogliosi di me e dell’attività che svolgo».

Infine c’è Alfredo, 40enne novolese che – modificando parzialmente la sua Ford Escort togliendo il sedile posteriore – l'ha dotata di una specie di aspirapolvere a batteria e di un contenitore idrico di diversi litri. Così, e tramite il passaparola o avvisi che lui consegna “porta a porta”, si reca a domicilio per lavare e pulire direttamente lì, in loco, le auto al presso di soli 13 euro.

Che dire, occorre fare un grande plauso a questi nostri amici conterranei i quali, dignitosamente, hanno cercato di reagire a questa crisi che ogni giorno diviene devastante, tremenda per tutte le famiglie, salentine e non.



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