Con l’arrivo dell’inverno, la gestione delle utenze domestiche entra in una fase più delicata. Le ore di riscaldamento aumentano, le giornate sono più corte e, di conseguenza, cresce l’uso di luce e gas. In questa situazione, la scelta tra tariffa a prezzo fisso e tariffa variabile non è più una valutazione che si basa sulla teoria, perché diventa una decisione che incide sulla pianificazione delle spese familiari.
Bloccare la tariffa prima dei mesi con consumi più alti può offrire una maggiore prevedibilità, ma non è una soluzione adatta a tutti. Per decidere bene serve capire come funziona il prezzo fisso, quali voci della bolletta restano fuori dal blocco e quali situazioni personali rendono il fisso più adatto rispetto ad altre alternative.
Perché con l’inverno cambiano le bollette
Quando si valutano delle soluzioni a tariffa bloccata, un esempio è costituito dalle offerte luce e gas prezzo fisso di Accendi luce & gas, proposte che permettono di evitare sorprese determinate dalle fluttuazioni del mercato e di avere sempre il pieno controllo delle bollette. Sono soluzioni utili per chi è alla ricerca di stabilità e prevedibilità in termini di spesa per l’energia, soprattutto nei mesi in cui il fabbisogno in casa tende a crescere.
Durante l’inverno, la variabile determinante è costituita dal riscaldamento. In presenza di caldaia a gas, il consumo di metri cubi può aumentare in modo evidente, concentrando in poche settimane una parte consistente della spesa annuale. Nelle case in cui sono presenti pompe di calore, stufe elettriche o sistemi ibridi, il carico può spostarsi sull’energia elettrica, con un incremento dei kWh legato sia al riscaldamento sia al maggiore utilizzo di elettrodomestici.
A questo si aggiunge un altro fattore concreto: cresce, infatti, la permanenza in casa. Sono necessarie più ore di illuminazione, si usa di più la cucina, vengono effettuati cicli di lavatrice e di asciugatrice più di frequente e l’acqua calda viene usata con maggiore continuità. Quando i consumi aumentano, le variazioni del prezzo unitario incidono di più, perché vengono applicate su quantità superiori rispetto ai mesi più caldi dell’anno.
Che cosa significa prezzo fisso e cosa resta fuori
In una tariffa a prezzo fisso viene stabilito un valore della componente energia (per la luce e per il gas) che resta invariato per un periodo definito, spesso corrispondente a 12 o a 24 mesi. L’obiettivo consiste nel rendere più stabile il costo della materia prima, cioè la parte della spesa più esposta alle oscillazioni del mercato.
Non tutta la bolletta, però, è legata alla componente energia. Restano presenti, infatti, voci regolate o gestite da soggetti terzi, come il trasporto, la gestione del contatore, gli oneri generali e le imposte. Queste componenti possono cambiare e non dipendono dalla tariffa scelta. Il vantaggio del blocco sta nella possibilità di prevedere meglio una quota rilevante della spesa, soprattutto quando il consumo sale.
Un altro elemento da considerare è quello della struttura economica dell’offerta: oltre al prezzo della componente energia possono esserci costi fissi mensili. Per questo, la valutazione, oltre al prezzo al kWh o al prezzo al metro cubo, deve tenere conto anche dei costi di commercializzazione e della loro incidenza sul proprio profilo di consumo.
Quando bloccare la tariffa prima del picco dei consumi
Scegliere il fisso prima dell’inverno può avere senso quando si vuole ridurre l’incertezza nel periodo più costoso dell’anno. La convenienza non dipende esclusivamente dal prezzo proposto, ma dal rapporto tra consumi attesi e stabilità desiderata: chi consuma molto nei mesi freddi tende a percepire di più il valore della prevedibilità.
Prima di scegliere, è meglio collegare la tariffa al contesto reale di utilizzo. Alcuni utenti cercano la stabilità di spesa, specialmente le famiglie con consumi invernali elevati. Per chi consuma poco o ha consumi abbastanza stabili durante l’anno, il prezzo fisso potrebbe risultare meno determinante, perché l’aumento stagionale incide in misura limitata sul totale.
