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Radiologia al Fazzi, l’odissea dei pazienti che necessitano di esami

by Redazione
23 Agosto 2017 17:51
in Attualità
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Una vera e propria odissea quella dei pazienti/utenti che necessitano di esami radiologici presso la struttura sanitaria leccese. Da più parti sono piovute denunce che hanno raccontato di trafile assurde per coloro che, già ricoverati, devono fisicamente portarsi allo sportello per effettuare la prenotazione e dare le proprie generalità. Con tutti i disagi del caso. “Perché – fanno sapere allo sportello della Radiologia – oggi non possono inviare le richieste via mail, che sarebbero accettate in automatico, perché manca il collegamento con i reparti”. Quindi, anziché fare arrivare all’accettazione la lista dei ricoverati, si è costretti a inviare il paziente di persona per declinare le sue generalità.

Ad aggravare la situazione, come affermano dall’Associazione Salute Salento – la mancanza di infermieri e ausiliari.
Per ironia della sorte, a dover fare lo stesso assurdo percorso, è stato l’altro giorno anche l’ex direttore generale della Asl, il quale, in seguito a una caduta da cavallo, è stato ricoverato e ha dovuto fare  la fila per una radiografia.

Da un paio di giorni la nuova Risonanza montata all’Oncologico è pronta all’uso ma mancano gli infermieri. Come si legge nella nota dell’Associazione “Sono stati collegati anche i gas medicali e lunedì 13 aprile, l’application della Philips completerà il corso sull’uso del body con mezzo di contrasto. Ma se non ci saranno gli infermieri la macchina resterà ferma e la lista di attesa si allungherà”.
Sulla carta la Radiologia dispone di 5 infermieri, ma stamattina, erano disponibili solo in 3. C’è da “coprire” l’Oncologico, la Tac, i due ecografi e i “funzionali” (digerenti, urografie”), mattina e pomeriggio. Gli stessi medici sono esasperati.

Ieri mattina, sempre per carenza di personale, sono saltati gli appuntamenti per fare gli “aghi aspirati”. I pazienti sono stati indirizzati a protestare con la direzione ospedaliera.

Le carenze nel Reparto si ripercuotono soprattutto sui reparti di degenza: un primario sia da medicina, che da pneumologia, ortopedia o cardiologia, non riesce a dimettere un paziente, magari dopo 6 -7 giorni di ricovero, perché non può fare una Tac – che è obbligatoria- in uscita. E così si allungano anche i tempi medi di degenza con un effetto a catena che altro non fa se non peggiorare la situazione: non si liberano posti letto e si è costretti a extra locare. E la Sanità affonda.
 

Tags: disservizi-sanita
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