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Un variopinto mollusco diventa “famoso”. The New York Times pubblica una ricerca dell’Università del Salento

by Redazione
2 Novembre 2017 17:43
in Attualità
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nudibranco-cratena-peregrina

il nudibranco Cratena peregrina

Una ricerca a cui ha partecipato anche l’Università del Salento è finita direttamente su una prestigiosa rivista inglese e ieri, primo novembre, anche sul The New York Times. Lo studio che descrive, per la prima volta, una nuova modalità di interazione denominata «Clepto-predazione» è stato realizzato dall’Ateneo leccese insieme all’Istituto per l’ambiente marino costiero del Cnr, la Stazione zoologica di Napoli, il Centro di ricerca ambientale delle università scozzesi e l’Università di Portsmouth in Gran Bretagna.

Protagonista della ricerca è uno dei nudibranchi più fotografati dagli amanti delle immersioni. A dispetto delle sue piccole dimensioni, è un soggetto perfetto per gli scatti sott’acqua grazie alla forma sinuosa, all’eleganza, alle movenze aggraziate e soprattutto ai suoi colori “sgargianti” che spaziano dal viola all’arancio.

In cosa consiste la ricerca?

Come spiega Stefano Piraino, docente di Zoologia, e co-autore dell’articolo: “Un piccolo e variopinto mollusco che vive lungo le coste mediterranee, il nudibranco Cratena peregrina, si nutre selezionando le sue prede principali, ossia piccoli polipi parenti dei coralli che vivono in forma di alberello, tra quelli che, a loro volta, hanno da poco consumato un pasto catturando piccoli organismi planctonici. Nel caso della clepto-predazione, il predatore mollusco consuma non soltanto la sua preda primaria (i polipi coloniali) ma anche le prede (piccoli crostacei planctonici) da poco catturate da questi stessi polipi”.

Della serie: dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei come recita il motto di Jean Anthelme Brillat–Savarin recitato agli inizi dell’Ottocento nella sua opera più nota “Fisiologia del gusto”. “Per dirla con parole semplici, il mollusco preferisce catturare e consumare prede che hanno mangiato da poco, piuttosto che prede con lo stomaco vuoto. La ragione della scelta è semplice: meglio una porzione di profiteroles vuoti o una di quelli ripieni di crema al cioccolato? Come faccia il piccolo mollusco a riconoscere i ‘profiteroles pieni’, resta ancora da scoprire”.

Grazie a questo studio è possibile conoscere qualcosa in più del comportamento di questi molluschi: molti altri aspetti, ancora avvolti nel mistero, attendono solo di essere svelati.

Tags: universita-del-salento
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