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Rifiuti sui ‘Cuti scurliscienti’, una strada piena di leggende diventa una pattumeria

by Redazione
9 Aprile 2016 20:30
in Attualità
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Lo spettacolo non è nuovo, anzi. Cumuli e cumuli di rifiuti abbandonati accanto ad ulivi secolari, a pochi passi dai muretti a secco, lungo il ciglio di strade poco frequentate come se "nascondere" ciò che non serve più lavasse la coscienza di chi scambia campagne, vie e corti come pattumiere di casa propria. 
 
Tutti si indignano, si stupiscono del grado di inciviltà che riesce a raggiungere un essere umano, magari lo stesso che pubblicamente con amici e parenti si vanta di difendere l'ambiente. Eppure non c'è giorno in cui non spunti qua e là una discarica a cielo aperto. Questa volta, grazie ad un attento e indignato lettore, i riflettori si sono accesi sulla Minervino-Santi Medici, un tratto frequentatissimo dagli amanti delle passeggiate.
 
«A qualunque ora del giorno – ci scrive –  è possibile incontrare gente di ogni età: dagli anziani che camminano "con comodo", a giovani che fanno jogging fino a comitive che ridono e si divertono per il semplice gusto di stare insieme. Puoi incontrare chiunque». Il problema è che passo dopo passo rischi di incappare in un frigorifero, un wc e tutto il necessario, volendo, per arredarsi casa o il giardino.
  
«Lo so che ovunque si possono trovare scene simili, la maleducazione e il non-rispetto non hanno confini – continua il cittadino – ma qui la rabbia è doppia. La spazzatura, infatti, è "amorevolmente" adagiata accanto ai famosissimi "cuti scurliscienti"».
  
Per chi non lo sapesse, si tratta di un luogo sospeso tra il sacro e il profano come molti altri posti del Salento. Leggenda vuole, infatti, che i mori una volta conquistata Otranto tentassero di penetrare all'interno da ovest attraverso Palmariggi e da est via Minervino. Questo terribile esercito a cavallo, però, non aveva fatto i conti con i "protettori" di questi luoghi: la Madonna della Palma e Sant'Antonio. Proprio grazie all'intervento provvidenziale di quest'ultimo i mori che stavano per arrivare a Minervino furono fermati dai "cuti" che miracolosamente si ammorbidirono intrappolando così gli zoccoli dei cavalli. I turchi, spaventati, tornaroro indietro cercando altre strade.
  
Ancora oggi su quei "cuti" sono visibili le impronte che gli zoccoli dei cavalli hanno lasciato nella pietra. 
  
«Senza contare che – contunua il lettore – non molto lontano c'è il dolmen scusi e poco più avanti un tratto di strada romana che collegava Minervino a Badisco».
  
Queste ricchezze lasciate in eredità dai nostri padri rischiano, se non valorizzat, di andare perdute, di finire nel dimenticatoio. In questo caso, anche sotto la spazzatura. 
 

Tags: discariche-a-cielo-aperto
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