Romina e la speranza di riabbracciare la figlia Ylenia: “Aiutatemi a ritrovarla”

Commovente l’appello lanciato da Romina Power su Instagram per ‘cercare’ la figlia Ylenia Carrisi, scomparsa nel 1993: “chiunque pensi di averla vista mi contatti”

Una mamma non si arrende mai alla perdita di un figlio, neanche quando il dolore cerca di prendere il sopravvento. Romina Power sa bene cosa significa lottare, combattere per tenere vivo il ricordo della sua amata Ylenia, scomparsa in una fredda mattina di gennaio, nel lontano 1993.

Sono passati ventisei lunghi anni. Anni di segnalazioni cadute nel vuoto, di teorie finite in un cassetto, di storie che non hanno mai risolto il mistero. La speranza che la primogenita di casa Carrisi sia ancora viva, che sia ‘nascosta’ in qualche parte del mondo, non si è mai spenta. Almeno non per la figlia dell’attore hollywoodiano Tyrone che, in queste ore, ha voluto lanciare un toccante appello su Istagram.

«Novembre è il mese in cui è nata Ylenia, aveva 23 anni quando è scomparsa. Non ho mai perso la speranza di abbracciarla di nuovo. So che deve essere cambiata molto da allora, ma se qualcuno avesse incontrato una donna che le assomiglia per favore mi contatti» si legge.

Poi l’appello a condividere il post, sperando che i social possano essere d’aiuto in questa ricerca disperata.

Che fine ha fatto Ylenia?

Ylenia è morta o è ancora viva? Si è suicidata, è stata uccisa o è scappata anche dalla sua famiglia? A ogni domanda si alzano le braccia. Nulla è stato lasciato al caso in questi anni. Anche la più improbabile pista è stata analizzata nella speranza di trovare risposte. Albano e Romina si sono aggrappati a tutto, ma il giallo scritto sullo sfondo di una città magica e maledetta come New Orleans è rimasto tale. Un cold case di cui si conoscono solo i principali ‘protagonisti’.

Ylenia, 23 anni, una bellezza da lasciare senza fiato e un carattere ‘ribelle’, si era trasferita in America per cercare la sua strada, lontano da Cellino San Marco, lontano dalla tv, dove aveva cominciato a muovere i primi passi accanto a Mike Buongiorno, ma che non era il suo mondo. Stava scrivendo un libro e il suo ‘viaggio’ negli States l’aveva condotta a New Orleans. Soggiornava in un hotel non proprio di lusso, una bettola da 23 dollari a notte in un quartiere malfamato, prima di far perdere le sue tracce. Per sempre. Insieme a lei c’era Alexander Masakela, un musicista di strada. Il trombettista di 54anni, che con la sua lunga barba bianca e il volco coperto di rughe ne dimostra molti di più, è stato un personaggio chiave nel giallo. Si dice che Ylenia fosse ‘attratta’ da questo . Lo considerava un guru, un maestro. Fu fermato con la  macchina fotografica e duemila dollari in traveller cheques della ragazza. Indizi, prove considerate troppo deboli. Masakela venne lasciato libero, mentre Albano e Romina vagavano per le strade di New Orleans a fare domande, ad attaccare manifesti con la foto della figlia scomparsa.

Albert Cordova è un altro personaggio significativo. Fu lui a raccontare di aver visto, la notte del 6 gennaio, una ragazza bionda simile ad Ylenia seduta sulla banchina del Mississippi, con le gambe penzoloni. «Non puoi stare qui, devi andartene», le avrebbe detto l’uomo. La ragazza, urlando “appartengo all’acqua!” si tuffò nelle acque gelide del fiume nuotando fino a quanfo non fu risucchiata dal vortice creato dal passaggio di una barca. Il suo corpo non fu mai ritrovato. Era Ylenia?

Logorata dal dolore, divisa dalle tante domande i ‘Sonny e Cher’ di Cellino San Marco hanno preso strade diverse. Albano, nel 2014 ha ottenuto il riconoscimento della morte presunta. Romina continua a cercare sua figlia, come dimostra il post pubblicato in queste ore su Instagram.



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