Rotazione dei direttori dei Distretti Asl Lecce? Secondo i sindacati mancherebbe un regolamento

Legge anticorruzione e trasparenza nella Asl. Ci sarebbe qualche difficoltà per la scelta da parte della Direzione Asl Lecce di far ruotare i direttori dei singoli distretti sanitari. Le perplessità di Franco Perrone di Federazione sindacati indipendenti.

La Direzione Strategica della Asl di Lecce pare intenda procedere alla rotazione degli incarichi dei Direttori di Distretto. Un intendimento che, così come viene comunicato dall’associazione Salute Salento, non va giù a tutti.

In un comunicato del segretario della Federazione dei sindacati indipendenti (Fsi), Franco Perrone afferma “A parte il fatto che nelle rare occasioni di incontro sindacale avvenute nello scorso mese febbraio abbiamo concordato sul fatto che le delibere di organizzazione dipartimentale sarebbero state rivisitate con l’accordo delle OO.SS. Ora sentiamo parlare di rumors sempre più consistenti, con cui si starebbe procedendo alla rotazione degli incarichi dei direttori di distretto della Asl di Lecce”.

Da qui alcune considerazioni da parte delle organizzazioni sindacali “Non abbiamo nulla da obbiettare nel conferimento degli incarichi di direttori di struttura complessa dei Distretti di Martano, Maglie e Casarano che a tutt’oggi risultano vacanti – ribadisce Perrone – Riteniamo, però, che se occorre dare atto a quanto previsto nel Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione bisogna dotarsi di un regolamento in cui vengano fissati criteri trasparenti per la rotazione degli incarichi dirigenziali della Asl di Lecce”.
 
Del resto, secondo i sindacati, la rotazione non è in sè un valore, ma uno strumento utile solo e soltanto se serve a correggere distorsioni del sistema. Quindi il turn over va fatto, in buona sostanza, non come un dogma ma al solo fine di migliorare le criticità esistenti, sempre che ci sia un regolamento ad orientarlo e disciplinarlo. Diversamente la rotazione discrezionale potrebbe portare più a distorsioni che a miglioramenti. Una teoria che va tenuta nel debito conto questa e che potrebbe comportare l'irrigidimento del sistema – e degli interessati in maniera particolare – se non sostenuta da regole certe.

Un  processo, quindi, che merita riflessione “in quanto presenta rilevanti profili di delicatezza e complessità, dal momento che esso potrebbe collidere con esigenze altrettanto rilevanti, che oltre alla continuità dell’azione amministrativa implicano la valorizzazione della professionalità acquisita, specialmente negli ambiti di attività di più elevata connotazione specialistica”.
 
Insomma, i sindacati non ci stanno poichè sono convinti che senza una dotazione certa di criteri essenziali e trasparenti a cui attenersi, l'intendimento della Direzione potrebbe saltare. Da questo punto di vista Perrone è chiaro: “il piano di rotazione degli incarichi  dirigenziali è un opportunità e non un obbligo, e che tale rotazione dovrebbe riguardare quelle Strutture  solo ed esclusivamente con un coefficiente di rischio medio/alto”.
 
Occorrono principi, quindi, che vadano di pari passo “con il sistema di valutazione e della performance che vede la Asl , in questo momento indietro rispetto ad altre aziende sanitarie”.



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