Saldi invernali. È caccia all’affare, ma attenzione alle fregature

A poche ore dall’inizio dei saldi invernali è sempre bene rispolverare alcuni consigli utili per fare buoni affari, districarsi nella selva delle offerte e prevenire i sempre possibili trabocchetti. Ecco il decalogo dell’Adoc

Addio tradizione, la stagione dei saldi, quella ufficiale, è pronta a partire con qualche giorno di anticipo rispetto alla consueta data post Epifania. Colpa o “merito” in questo caso della crisi economica che ha spinto le Regioni a spostare l’inizio dei ribassi di qualche giorno, per approfittare del fine settimana e sostenere così i commercianti in  un momento storico segnato, da tempo, da una contrazione dei consumi. Anche se i piccoli negozi e i grandi magazzini hanno iniziato a proporre offerte vantaggiose già nei giorni di festa, l’appuntamento resta comunque molto atteso non solo per gli amanti dello shopping e i fashionisti, ma anche da chi, per un motivo o per un altro, a Natale ha dovuto stringere la cinghia. Sono tante le persone, stando ai dati ufficiali diffusi, che hanno preferito rimandare la caccia all’occasione. Così, in attesa di sapere se saldi anticipati aiuteranno o meno i negozianti a recuperare una stagione a detta dei più quasi drammatica si moltiplicano i consigli per evitare di rimanere delusi. “Fatevi furbi” già questo da solo basterebbe ma come ogni anno, l’Adoc, ha voluto diffondere un decalogo con una serie di piccoli accorgimenti -prima, durante e dopo l 'acquisto- che possono aiutare, vista la frenesia che spesso attanaglia il consumatore desideroso di "fare l'affare", a non prendere la tradizionale fregatura:
 
Prima di scegliere l'acquisto
Ovviamente la prima regola da seguire sempre, non solo durante i saldi è quella di non fare acquisti, se non indispensabili. Per chi ha tempo, ad esempio, potrebbe fare un giro nei negozi, individuare i prodotti "interessanti", segnare i prezzi esposti e poi verificare, una volta iniziati i ribassi che siano realmente calati;
 
Durante l'acquisto – Prezzi
Confrontare i prezzi è altrettanto importante quanto diffidare di quegli sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Attenzione anche agli escamotage: ricordarsi che prezzi tipo "49,90" euro vuole dire "50,00" e non "49,00".
 
Durante l'acquisto – Pagamenti
Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali: il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi è bene fare attenzione e insospettirsi, se necessario, di chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si può chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all'istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante.
 
Durante l'acquisto – Qualità
Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di più, quelli sintetici meno e le modalità di lavaggio. Conviene sempre chiedere conferma al commerciante di ciò che è indicato: la sua esperienza può servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si e' portato il capo d'abbigliamento in lavanderia. Essere pignoli, non è un difetto: si consiglia di un capo di verificare se è di pura lana vergine o di lana. La seconda lana può essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie. Se un capo è disponibile in tutte le taglie e/o colori, non è solo questione di fortuna: è molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato per l'occasione e quindi con un finto prezzo scontato;
 
Durante e dopo l’acquisto
Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo "la merce venduta non si cambia": esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perché difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si è sbagliata la taglia o si è semplicemente cambiato idea, e' solo la disponibilità del commerciante che può ovviare al problema, ma non c'è un diritto del consumatore.



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