Salento: s.o.s. coste!

Le coste salentine, messe a dura prova dai forti venti e dalle mareggiate, rischiano gravi danni da erosione.

Solo pochi giorni fa, il cedimento di alcuni massi a causa di una lenta e costante erosione sul litorale di Santa Cesarea Terme e Melendugno aveva destato preoccupazione per lo stato delle nostre coste. Poi, l’assegnazione delle bandiere blu aveva ridato qualche speranza e ora è bastata una giornata di forte vento proveniente da maestrale, per far tornare l’allarme. L’ultima mareggiata ha dato il colpo di grazia ad alcuni lidi già danneggiati durante l’inverno.

Assobalneari Salento Confindustria ha chiesto un tavolo operativo urgente per trovare una soluzione e salvare il litorale sabbioso di Porto Cesareo e degli altri comuni del Salento che hanno dovuto fare i conti con la furia del mare. A rischio non solo le nostre coste e spiagge, ma anche la programmazione della prossima stagione turistica e l’indotto che essa genera. Una paura fondata che si leva da più parti, soprattutto considerando le conseguenza sul piano dell’economia di un territorio che punta proprio sul turismo. 

​Alla riunione che si terrà presso l’Azienda di Promozione Turistica si confronteranno funzionari della Regione Puglia e dirigenti dei comuni costieri della provincia di Lecce, nonché i sindaci dei comuni coinvolti. Il presidente Assobalneari Salento, Mauro Della Valle, pronto alla mobilitazione, afferma “La convocazione di un tavolo operativo dove poter individuare il vadecum del buon amministratore nasce dalla constatazione che l’allarme ambientale che venerdì mattina è scattato su entrambi i versanti costieri ionio e adriatico ancora una volta trovano il territorio indifeso e fragile. Spero che la presenza al tavolo sia partecipato da tutti i dirigenti e i sindaci dei comuni costieri interessati. 

Diversamente per chi non parteciperà, si potrà coniare un detto: l’indifferenza è più dannosa dell’erosione costiera”. Obiettivo del confronto, insomma, è la stesura di un piano d’azione pronto ad affrontare l’emergenza erosione.
Mentre l’arretramento delle falesie assume valori da impercettibili a pochi centimetri l’anno, l’erosione delle spiagge rappresenta uno dei processi geomorfologici più allarmanti, comune a tutti i litorali italiani.  Paolo Sansò, docente di geomorfologia dell’Università del Salento spiegare che “le spiagge sono soggette a erosione a causa sia di eventi naturali sia a fenomeni antropici. Le coste, invece, subiscono un arretramento delle falesie che diventa problematico nel momento in cui colonizziamo il territorio in modo inconsapevole. Non solo per le case, ma anche per la massiccia frequentazione a cui sono soggette e che finiscono per denaturale. Non abbiamo ancora una cultura ambientale”. Per quanto riguarda le possibili soluzioni Sansò sembra categorico “Ogni problema ha i suoi rimedi. Alcuni, però, possono sconvolgere la dinamica dell’unità fisiografica soprattutto dove è sviluppato il turismo”.



In questo articolo: