Sannicola, Rete Civica:«salviamo l’abbazia di San Salvatore». L’ex Ministro Bray al fianco dell’associazione

L’associazione ‘Rete Civica’ scenderà in piazza a Sannicola, domani mattina, per poi recarsi presso l’abbazia di San Salvatore per rilevare lo stato d’incuria del monumento. l’ex Ministro Bray al loro fianco.

Scongiurare il crollo dell'abbazia bizantina di San Salvatore a Sannicola. Si può; anzi, si deve. Sarebbe quasi un gesto di riconoscimento nei confronti di uno dei monumenti che, assieme ad altri, scandiscono i segni della tradizione salentina. La chiesa – vicina al complesso di San Mauro (oggi in gran parte recuperato), sull'omonima rupe – venne costruita probabilmente nel XII secolo, verosimilmente utilizzando un sito occupato in un passato ancora più remoto.

Un tempo, questa meravigliosa testimonianza storico-artistica pote poteva contare su numerose donazioni, sia da parte di nobili che dai cittadini locali in segno di rispetto e ammirazione. Col passare del tempo, però, l’importante monumento finì in mani private. Per un lungo arco di tempo è stato purtroppo utilizzato come “masseria”, e la stessa chiesa è servita a lungo come ricovero per gli animali. Per essere più funzionale allo scopo venne fagocitata da strutture masserizie edificate intorno al XIX secolo, come alcune stalle, e vari ambienti situati su due piani, probabilmente destinati ad uso colonico ed abitativo da parte dei proprietari del fondo.

Oggi l’abbazia è ancora in mani private. Per anni numerose associazioni hanno condotto meritorie battaglie, organizzato manifestazioni e chiesto l’intervento dello Stato nelle sue varie articolazioni. La chiesa è sul punto di crollare. “E questo non lo permetteremo mai” – scrive in una nota stampa pervenutaci in redazione la Rete Civica 'Tutela del Paesaggio e del Territorio Storico-artistico e Archeologico'.

Tale Rete Civica annovera varie associazioni che operano nel territorio pugliese per la salvaguardia del patrimonio culturale e del paesaggio. Associazione di associazioni, dunque, che singolarmente conduce battaglie simili in territori diversi. “Una rete che abbiamo scelto di definire “civica” – prosegue la nota – per quell’implicito richiamo alla civiltà, cui cerchiamo di ispirarci nelle nostre azioni a salvaguardia del territorio”.

Con una serie di lettere abbiamo chiesto l'intervento del Prefetto di Lecce perché affronti e gestisca questa che è una emergenza culturale di primo piano data l’importanza di San Salvatore e la sua storia. Chiediamo al Prefetto di allestire un tavolo dove l’Amministrazione Comunale di Sannicola in primis, con la Soprintendenza di Lecce, la Direzione Regionale per i Beni Culturali per la Puglia e la stessa Regione Puglia con l’Assessorato ai Beni Culturali, trovino la strada per sottrarre questo monumento alla sua imminente fine. Anche usando misure estreme previste comunque dalla Legge, come il recupero a spese proprie rivalendosi successivamente e coattivamente sulla proprietà” – ci fanno sapere. 

Domattina intanto, domenica 5 ottobre, a partire dalle 09.30, tutti si ritroveranno in Piazza della Repubblica a Sannicola per poi recarsi presso la chiesa di San Salvatore per rilevare il gravissimo livello di degrado in cui versa il monumento. In questa battaglia, al fianco dell'associazione, anche l’On.le Massimo Brayal quale, quando ne parlammo, erano già note sia la storia che le precarie condizioni statiche del monumento”.

Seguiranno altre iniziative che vedranno la partecipazione di artisti, scrittori, musicisti e storici, amanti della Puglia e studiosi per tenere attenta l’opinione pubblica. “Ostinatamente convinti come siamo – conclude la nota – che una civiltà degna di questo nome non può permettersi di perdere le testimonianze della propria storia!”