Costretta a interrompere i lavori dell’appalto, l’impresa ricorre al Consiglio di Stato che ordina la ripresa

Il Tar di Lecce aveva disposto che sarebbero dovuti essere ultimati dalla seconda classificata, ma i giudici di Palazzo Spada ha accolto la domanda cautelare

Con ordinanza n. 2382 del 7.5.2021 la V Sezione del Consiglio di Stato (Presidente Francesco Caringella – Relatore Alberto Urso) ha accolto la domanda cautelare proposta da una impresa che si era aggiudicata l’appalto del Comune di Ruffano per la realizzazione di servizi alla residenza per la riqualificazione delle periferie; l’impresa, difesa dagli avvocati, Prof. Francesco Vetrò, Francesco G. Romano e Leonardo Maruotti, avrebbe dovuto realizzare una pluralità di interventi, tra cui il convogliamento delle acque limitrofe.

I lavori, tuttavia, erano stati interrotti – dopo che la società aveva firmato il contratto e avviato i lavori – dal Tar Lecce che con sentenza aveva disposto che sarebbero dovuti essere ultimati dalla seconda classificata.

Invece, il Consiglio di Stato, anche considerato che i progetti della prima e della seconda classificata presentavano differenze, al fine di evitare sprechi di denaro pubblico dovuti alle modifiche che si sarebbero dovute effettuare in corso d’opera, ha accolto la domanda cautelare proposta dalla società aggiudicataria.

Pertanto, l’impresa, potrà, quindi, completare l’intervento.

Le pronuncia del Consiglio di Stato riveste particolare importanza perché, in primo luogo, consente di completare in tempi rapidi dei lavori ritenuti urgenti dallo stesso Comune di Ruffano e, inoltre, evita che vi siano discontinuità nella realizzazione che avrebbe inciso sia, come è ovvio, sulla società prima classificata ma anche sull’interesse pubblico riguardante la corretta esecuzione e il contenimento della spesa.



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