Città del Libro, parla il Consigliere Assenzio: “Edizione 2017 un flop, ma sbagliavo. Situazione più grave del previsto”

Il rappresentante istituzionale del comune campiota commenta la notizia sul presunto invio degli ispettori regionali che indagherebbero su alcuni ammanchi. “Per il rilancio necessario un processo di collaborazione tra pubblico e privato”. 

“All’indomani dell’ultima edizione della Città del Libro, avevo garbatamente criticato la rassegna, definendola poco incisiva: un flop di presenze e, soprattutto, nel palinsensto editoriale. A quanto pare, mi ero sbagliata: la situazione sembra essere più nera di quello che pensavo! Stando ad alcune indiscrezioni di questi ultimi giorni, la Regione Puglia avrebbe inviato alcuni suoi ispettori al fine di controllare i conti della Fondazione Città del Libro rilevando alcuni ammanchi”, ad affermarlo Serena Assenzio, consigliere comunale di Campi Salentina che punta il dito su quella che è la manifestazione che, anni addietro, ha portato alla ribalta, anche nazionale, il comune del Nord Salento, la città che ha dato i natali a Carmelo Bene.

Sotto il sole cocente di questi giorni, con temperature che sfiorano i 40 gradi e il tasso di umidità che supera il 90%, si apre un nuovo capitolo nei confronti de “La Città del libro” che, è bene ricordarlo, dopo un periodo sabatico dovuto al forte, fortissimo indebitamento, pari a circa 300mila euro, ha riaperto i battenti nell’anno 2016, dopo un piano di rientro cui si è dato vita anche grazie all’aiuto di un istituto di credito che si è reso disponibile a finanziare l’enorme situazione debitoria.

“Naturalmente ci auguriamo che l’indiscrezione sia presto smentita – prosegue il consigliere – anche perché l’amministrazione Zacheo-Fina, vantando il merito di aver risanato la situazione debitoria della Fondazione, aveva assicurato che la gestione Durante sarebbe stata esemplare. Sta di fatto che, in fretta e furia, si sono dimessi tutti e che, ad oggi, il Commissario Prefettizio, non ha ancora provveduto a nominare il nuovo Presidente della Fondazione, nonostante si siano proposte diverse entità istituzionali, alcune anche importanti e di peso, poi fuggite di fronte allo scempio che una realtà ipocrita e codarda ha, negli ultimi anni, confezionato per una comunità oramai allo sbando”.

Dare vita a un processo di riorganizzazione nuovo, che coinvolga pubblico e privato con quest’ultimo disposto a investire in maniera serie nell’evento, secondo Assenzio, è l’unica e sola chiave di rilancio per la manifestazione e non solo, anche per quel che riguarda la cittadina salentina: “La verità è che la nostra città, Campi, ha bisogno di risalire. Ma per farlo, bisogna prima arrestarne la caduta.Per la Città del Libro deve mettersi i moto un processo di collaborazione istituzionale completamente nuovo che coinvolga Comune, Regione e privati. Privati disposti ad investire seriamente in questo progetto.Per gestire una città moderna, è necessario avere fantasia, volontà e coraggio. Doti che, evidentemente, le amministrazioni di questi ultimi anni non hanno avuto, strette tra l’inettitudine e una cronica incapacità di comprendere che una città non è solo un reticolo di procedure, ma un corpo vivo che necessita di idee e progetti.Anche per questo, occorre uscire, al più presto, dal torpore di questi ultimi vent’anni.Non c’è più tempo da perdere!”.



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