Idonea ma non vincitrice del Concorso per Allievi Marescialli fa Ricorso. Il Tar sospende la graduatoria finale

Accolte in toto le censure degli avvocati Francesco Fina e Carlo Portaccio, che hanno rappresentato una candidata che lamentava l’illegittimità degli atti.

Con Ordinanza del 10 maggio 2021 n. 2692, il Tar Lazio, Sezione I bis di Roma, ha accolto la domanda cautelare avanzata dagli avvocati Francesco Fina e Carlo Portaccio e ha sospeso l’efficacia della Graduatoria finale del Concorso per l’ammissione al 23° Corso biennale (2020 –2022) di 156 Allievi Marescialli della Marina Militare.

I fatti

Il Ministero della Difesa aveva bandito il Concorso Nazionale per l’ammissione Corso. La scadenza del Concorso, inizialmente fissata per il 23 marzo 2020, era stata prorogata dapprima al 4 aprile 2020 e, poi, al 15 aprile 2020.

Dopo la pubblicazione del Bando e l’avvio delle prove, il Ministero aveva modificato le prove, eliminando la cosiddetta prova per l’accesso alle professioni sanitarie della Marina al fine di adeguare lo svolgimento del Concorso alla fase pandemica Covid 19 e alle norme anti contagio,

Una candidata, giudicata all’esito idonea non vincitrice, si è rivolta ai legali Francesco Fina e Carlo Deodato Portaccio e ha impugnato gli atti del Concorso, lamentandone l’illegittimità nella parte in cui il Ministero della Difesa aveva valutato i suoi titoli di merito senza tenere conto delle proroghe della scadenza del concorso ed aveva eliminato la prova per l’accesso alle professioni sanitarie a procedura concorsuale in corso.

Con Ordinanza 10 Maggio 2021 n. 2692, il Tar Lazio, Sezione I bis di Roma, ha condiviso le censure avanzate dai difensori della candidata e, “ritenendo prima facie il ricorso supportato da fumus bon iuris”, ha sospeso l’efficacia della graduatoria finale del Concorso.

“Si tratta di una pronuncia molto rilevante – afferma Fina – non solo per la sua portata nazionale, ma perché il Tar Lazio ha condiviso tutta l’impostazione del nostro ricorso, accogliendo seppur in fase cautelare le censure che abbiamo avanzato sia avverso le procedure seguite dal Ministero della Difesa per la valutazione dei titoli di merito, sia avverso le modifiche delle prove disposte quando la procedura era già in corso, falsando l’imparzialità della graduatoria finale”.