La spesa al market sotto casa è un salasso? A Lizzanello parte la concorrenza solidale

Dopo le tante lamentele dei cittadini, da più parti si chiede che i sindaci vigilino sui prezzi per evitare speculazioni. L’iniziativa a Lizzanello.

“Non ci si può più muovere dal comune dove si è domiciliati e quindi la spesa va fatta sotto casa. Ma vi assicuro che così non arriviamo a fine mese”. Questo lo sfogo di alcuni utenti, impossibilitati ormai a varcare i confini comunali e magari raggiungere il discount più economico dove acquistare i beni di prima necessità. No, così non va bene. In tempi in cui tante attività hanno cessato di funzionare e molti dipendenti stanno entrando in cassa integrazione, affrontare il disagio di fare la spesa e spendere molto di più rispetto a un mese fa non è fattibile.

Al di là dei comportamenti sleali, che speriamo non siano maggioranza, è comprensibile che i prezzi del market sotto casa siano maggiori soprattutto in comuni di pochi abitanti o addirittura nelle frazioni. I cittadini di solito scelgono di spostarsi verso i centri commerciali o nella città capoluogo dove trovare più convenienza. Al market sotto casa si andava più che altro per l’acquisto dell’ultimo minuto, per emergenza, non certo per riempire il carrello. Oggi invece si è costretti.

Prezzi maggiorati, in alcuni casi anche triplicati. Con commercianti che in regime di monopolio logistico speculano sui beni di prima necessità. Sono diverse le segnalazioni che mi giungono in queste ore dai più piccoli Comuni del Salento”. Così scriveva ieri Paolo Pellegrino presidente di Italia in Comune alla Regione Puglia e vice presidente della III Commissione Sanità.

Qualche gestore di alimentari e di piccole botteghe sotto casa pare stiano speculando su questa emergenza, applicando balzelli sulla spesa. “Certo – precisava Pellegrino – non dobbiamo mai generalizzare, perché per ogni furbetto in azione ci sono anche tanti commercianti onesti e che stanno dando un aiuto essenziale al Paese. Però mi appello ai sindaci dei piccoli Comuni: con l’ausilio della polizia locale e delle stazioni locali dei carabinieri verifichino la tenuta dei prezzi nei negozi”.

L’iniziativa a Lizzanello e Merine

La risposta dal territorio non si fa attendere e così qualche Comune come quello di Lizzanello rivolge dai social un appello ai commercianti: “avviate una concorrenza solidale!” si legge sul post facebook del comune dell’immediato hinterland leccese.

«Cari Commercianti di Lizzanello e Merine – scrive il primo cittadino Fulvio Pedone – faccio mio l’appello che giunge da parte di alcune famiglie in difficoltà economica. La limitazione degli spostamenti oltre i confini comunali, impedisce a molti nostri concittadini di usufruire, come erano abituati a fare, delle grandi distribuzioni discount, con un conseguente loro grave ed improvviso impoverimento. Per tanti nostri concittadini c’è, quindi il concreto rischio di non riuscire ad arrivare a fine mese, anche in ragione dell’improvvisa cessazione di molte attività lavorative. Sarebbe utile, da parte vostra, cari commercianti, avviare una concorrenza a ribasso, una concorrenza solidale».

Chiaro l’appello del sindaco «Vi chiedo, quindi, un sacrificio, un gesto di solidarietà, un’azione concreta che faccia sentire tutti noi fieri di essere Lizzanellesi e Merinesi. Il comune, per quello che può, farà la sua parte, tenendo conto che gli amministratori non possono devolvere i propri stipendi, in quanto, come sapete, a Lizzanello e Merine chi amministra non percepisce nulla. Grazie per quanto farete!»

Molte realtà imprenditoriali hanno già risposto. Si spera lo facciano in tanti, in tutti i comuni della provincia.



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