“Studiamo i lupi nel Salento da dieci anni, e oggi possiamo dire che le nostre ricerche hanno trovato condivisione e conferma”.
Esordisce così il biologo Giacomo Marzano che con la sua equipe tra il 2015 e il 2016 pubblicò gli esiti di un monitoraggio che rilevava la presenza discreta ma significativa del lupo italico in provincia di Lecce.
Tutto questo nell’incredulità generale e in parte anche nell’indifferenza di molti, tra chi non credeva ad una realtà sempre più evidente e chi sospettava una reintroduzione forzata del lupo. Niente di tutto questo, i lupi sono tornati spontaneamente, lo hanno fatto, come sempre fanno, attraverso i cosiddetti corridoi biologici che consentono di percorrere grandi distanze e raggiungere territori nuovi dove, verificate le eventuali condizioni favorevoli, i lupi decidono di stabilirsi. E così è stato.
Prima qualche solitario esploratore, poi coppie in cerca di riproduzione e infine interi nuclei stabili che si riproducono ogni anno ormai da molte stagioni.
“In relazione a quanto apparso di recente sulla stampa, circa la presenza del Lupo nel Salento, apprezziamo il fatto che sia stato confermato, da altro gruppo di ricerca, quanto detto e pubblicato un anno fa.
Infatti già ad aprile 2025 venivano presentati infatti a Lecce i dati INEDITI del “progetto di studio del Lupo nel Salento” condotto per conto della Provincia di Lecce, coordinatrice di un partenariato di cui fanno parte la maggior parte delle aree protette (Riserve naturali). Veniva descritta la distribuzione ed abbondanza del Lupo, presente allora con 9 nuclei riproduttivi. Venivano inoltre illustrate fasce orarie di attività, interazioni con specie preda e quindi dieta alimentare, composta da animali domestici e selvatici. Venivano descritti materiali e metodi utilizzati, tempi della ricerca iniziata nel 2014, collaborazioni e nuovi indirizzi di ricerca.
Nel giugno 2025 la rivista scientifica internazionale “Animals” pubblicava tutto ciò in: “The Boss Is Back in Town: Insights into the Wolf Recolonization of a Highly Anthropized and Low-Ungulate-Density Environment”.
A settembre 2025, infine,venivano descritte le interazioni col cinghiale, in un contributo presentato al 98th Meeting of the German Society for Mammalian Biology, col titolo: “Restoring balance: the role of the wolf (Canis lupus) in mitigating the impact of wild boar-pig hybrids (Sus scrofa) in Salento (Apulia, Italy)”.
“Ci corre l’obbligo di comunicare che la situazione a distanza di un anno è cambiata rispetto al numero di coppie, all’home-range dei branchi, alla dieta ed all’ecologia.
Gli effetti delle interazioni umane, della mutata disponibilità alimentare e della ciclicità di dinamiche di popolazione, rendono lo scenario in continua evoluzione.”
Marzano conclude ricordandoci che a breve saranno disponibili ulteriori lavori scientifici, cui potranno fare riferimento tutti gli appassionati che a vario titolo ad oggi si interessano e dibattono sul tema Lupo, riferiti ai temi quali la percezione da parte della popolazione locale circa la presenza del lupo, o i risultati sperimentati in campo dell’applicazione di strategie di difesa del bestiame, e la nuova distribuzione ed abbondanza della specie.






