Test per il covid alle Forze dell’Ordine. Conapo, Sap e Unarma: “Scritto a Emiliano ma niente risposte”

Le tre organizzazione sindacali denunciano il fatto che dal 23 marzo il Governatore non abbia fatto sapere nulla e chiedono di seguire l’esempio di Emilia Romagna e Toscana.

Attivare immediatamente il protocollo di sicurezza e fare effettuare a tutte le persone in servizio presso le Forze dell’Ordine il tampone per stabilire la positività o meno al coronavirus, così come hanno disposti i presidenti di Emilia Romagna e Toscana.

È questa la richiesta avanzata da Conapo, il Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco; Sap il Sindacato Autonomo della Polizia di Stato e Unarma l’Associazione Sindacale Carabinieri

“Plaudiamo alla lodevole e responsabile iniziativa delle regioni Toscana ed Emilia Romagna che, in questo momento di difficoltà dovuta all’emergenza Coronavirus, con una propria ordinanza, ha previsto l’applicazione dei test di positività al covid-19 per le categorie maggiormente esposte a rischio, tra cui anche gli operatori delle forze dell’ordine e del soccorso pubblico che operano in prima linea per il bene della collettività”, fanno sapere in una nota congiunta le tre organizzazioni sindacali.

Contenere il contagio

“Riteniamo – si prosegue nel comunicato – che una simile iniziativa sia di grande ausilio al fondamentale obiettivo in un delicato momento della vita del nostro Paese e cioè riuscire a contenere, quanto più possibile, il diffondersi del contagio, tra gli operatori della sicurezza.

Chi provvederà alla sicurezza del territorio e dei cittadini della Puglia se malauguratamente il virus dovesse diffondersi in maniera incontrollata anche tra le forze dell’ordine e del soccorso pubblico? Questa domanda ci era sorta spontanea fin dall’inizio dell’emergenza, avendo intuito quanto fosse opportuno preservare dal possibile contagio la nostra categoria, per scongiurare il rischio di ritrovare in ‘quarantena’ intere articolazioni dell’ordine e della sicurezza pubblica della regione”.

La richiesta a Emiliano

“Per tale motivo avevamo deciso di affidarci all’autorità del Presidente Emiliano, scrivendogli personalmente lo scorso 23 marzo e mettendolo al corrente di quanto fosse rilevante per il comparto sicurezza della Puglia, non solo che venissero rispettate tutte le procedure precauzionali suggerite dai decreti legge, ma anche di poter effettuare un continuo monitoraggio delle condizioni di salute di detto personale impegnato in prima linea. Avevamo dunque gentilmente chiesto di voler considerare l’applicazione di specifici protocolli ad hoc, lasciando alla sua autorità – o a chi per essa – di determinare le soluzioni ritenute più congrue”.

Nessuna risposta

“Ad oggi, 7 aprile 2020, siamo ancora in attesa di una risposta! Non di un provvedimento, non di un’ordinanza, non di una delibera, bensì solo e soltanto di una semplicissima risposta”.

Casi di contagio tra le Forze dell’Ordine

“E mentre nel palazzo della Regione Puglia si sta forse ancora pensando – se mai si sia pensato di farlo – a come interagire o a cosa dire alle parti sociali in causa, che ci pregiamo di rappresentare, accade che nel territorio pugliese iniziano a registrarsi casi di contagio tra il personale delle forze dell’ordine e del soccorso pubblico. Casi accertati nelle caserme dei capoluoghi di provincia e in quelle di alcuni comuni che, allo stato, vedono personale fino a ieri in prima linea, purtroppo, contagiato dal virus e ricoverato presso le strutture sanitarie o posto in isolamento; altro debitamente collocato in quarantena fiduciaria a causa degli indifferibili contatti avuti durante il servizio con i colleghi infetti”.

Riduzione del personale

“Ne deriva una preoccupante riduzione del personale utilizzabile sul territorio, motivo per cui non ci stancheremo mai di scrivere e segnalare ciò che riteniamo giusto, non solo per il personale medesimo, ma per la comunità pugliese tutta. Né ci stancheremo di ringraziare ogni Istituzione preposta che abbia voglia di trovare il tempo e le attenzioni da rivolgere a questo delicato aspetto dell’emergenza in atto.

La bellezza della democrazia sta nella pluralità della sua voce. Possiamo ancora confidare di sentire il suono della sua, Presidente Emiliano, sulla richiesta di sicurezza di chi deve garantire sicurezza ai concittadini della propria regione?”.



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