Tares annullata, succede per la prima volta ad un albergo di Gallipoli

I giudici tributari, hanno annullato la Tares disapplicando il metodo normalizzato perché totalmente immotivato, in quanto fa riferimento a formule matematiche incomprensibili, ingiustificate e totalmente immotivate perché non tiene conto degli effettivi costi sostenuti.

Una novità, una rarità o comunque un evento straordinario. Una sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, la numero 1891/02/15 depositata in segreteria l’1 giugno scorso, ha accolto le eccezioni proposte dall’avvocato tributarista Maurizio Villani e per la prima volta in Italia ha totalmente annullato la cartella esattoriale per la Tares del Comune di Gallipoli di 85.712,88 Euro relativa all’anno 2013, notificata all’albergo Caroli Hotels S.r.l. di Gallipoli. Lo rende noto Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”.

In sostanza, i giudici tributari, hanno annullato la Tares, l'imposta che oggi è denominata Tari, disapplicando il regolamento D.P.R. N. 158 del 27/04/1999 (il cosidetto metodo normalizzato) perché totalmente immotivato, in quanto fa riferimento a formule matematiche incomprensibili, ingiustificate e totalmente immotivate perché non tiene conto degli effettivi costi sostenuti dai Comuni, che peraltro li devono dimostrare con documenti certi ed inoppugnabili.

Per Giovanni D’Agata si tratta di una decisione di importanza straordinaria per tutti i contribuenti che non sono quasi mai messi nelle condizioni da parte degli enti esattori di comprendere la correttezza o meno delle pretese tributarie, ciò tanto più nella materia del ciclo dei rifiuti, tanto che nel caso di specie, la stessa corte ha bacchettato il comune procedente rilevando che: “Non è un caso che la gestione dei rifiuti solidi urbani è nel mirino dell’antitrust, come riportato dal giornale “Il Messaggero” del 19 agosto 2014″.



In questo articolo: