‘Tra finzione e realtà’: gli studenti finiscono ‘a processo’

‘Tra finzione e realtà per conoscere i meccanismi della legge’ è il titolo scelto per una simulazione processuale tenutasi questa mattina nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento. Gli studenti si sono calati nei panni di vere parti di un processo.

Ci sono cose che si vedono solo nei film o nei romanzi letterali, cose che in alcuni paesi del mondo funzionano orami da anni e che forse, adesso, inizieranno a prendere piedi anche in Italia. Certo è che se il mondo dell’Università italiano è troppo spesso criticato per una sua lontananza dal mondo reale, sospinto solo da concetti nozionistici che si leggono solo sui libri, oggi una risposta a questa tendenze è arrivata direttamente dalle aule della Facoltà di Giurisprudenza dell’Unisalento.
 
Questa mattina, infatti, l’Aula Magna della facoltà, che trova sede presso il complesso Ecotekne, è stata il teatro di una simulazione processuale: un giudice, un collegio giudicante, degli imputati con i loro avvocati difensori e persino i tirocinanti. Come in una causa in un Tribunale vero e proprio. Il progetto è stato intitolato ‘Tra finzione e realtà per imparare i meccanismi della legge’ e ha visto protagonisti, ovviamente, gli studenti. Quelli che frequentano le lezioni giurisprudenziali nell’Ateneo salentino, principalmente, nel ruolo di avvocati, ma anche quelli di un liceo scientifico di Lecce. In Aula, infatti, c’erano anche gli studenti del ‘Banzi Bazoli’, immedesimatisi quest’oggi nei panni dei tirocinanti dei loro colleghi più grandi, pronti ad assisterli e a suggerire solo un cavillo che può risultare decisivo.
 
Come in ogni giudizio che si rispetti c’erano due parti, due squadre, composte ognuna da cinque studenti del Liceo e da tre studenti della Facoltà. L’accusa e la difesa. Il dibattito si è incentrato su un caso noto al pubblico cinematografico: la vicenda, dettagliatamente preparata dai docenti universitari intervenuti, ha preso le mosse da film ‘L’uomo della pioggia’, pellicola tratta dall’omonimo libro di Grishman. Il caso, quindi, si è inserito nel solco della trama del film, con il protagonista Rudy Baylor alle prese con la la Compagnia assicurativa Great Benefit.
 
Le due parti si sono sfidate, a suon di arringhe, norme e capacità oratoria si intende, sostenendo le ragioni dei propri assistiti nell’arduo compito di convincere i Giudici presenti. La regola che ha disciplinato la discussione è stata ovviamente quella del ‘contraddittorio’, con l’accusa impegnata nella prima arringa, a cui ha fatto seguito quella della difesa. Al termine del contraddittorio le due squadre hanno presentato una loro dichiarazione finale all’interno della quale hanno tratto le loro conclusioni e formulato una precisa richiesta ai cinque giudici. Al termine della discussione, la decisione finale è stata pronunciata dal Collegio giudicante a maggioranza dei suoi componenti, motivando adeguatamente la sua sentenza.
 
Al di là delle regole del gioco, è rimasta senza dubbio traccia di una bella esperienza. ‘Si tratta di un progetto per gli uomini di domani, quelli in formazione, e quindi anche per l’orientamento dei nostri futuri studenti – ha spiegato la professoressa Manolita Francesca, Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche e ideatrice della simulazione – attraverso un approccio empirico, puntiamo a spiegare le regole, i relativi fini e la potenzialità dell’interprete di “rivoluzionare”, di innovare la portata applicativa delle medesime norme. Si tratta innanzitutto, nell’idea di quanti mi hanno aiutato a costruire l’evento (giovani ricercatori e rappresentanti degli studenti del corso di laurea in Giurisprudenza), di rappresentare la civiltà del dialogo e il ruolo del giurista nelle trasformazioni sociali, fuori da ruoli precostituiti’.
 
Una occasione di crescita per tutti, quindi: per gli studenti di Giurisprudenza, i quali hanno potuto misurarsi con un caso concreto, per i professori che hanno apprezzato il loro lavoro di insegnati ed educatori, ma anche e soprattutto per i giovani studenti ‘ospiti’ della Facoltà, ai quali è stato permesso di conoscere i contorti e affascinanti meccanismi della legge, spingendoli, chissà, ad approfondire nel loro immediato futuro un interessante percorso di crescita.



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