Trony chiude per fallimento, sit-in di protesta dei lavoratori che rischiano il posto

Fissato per domani, a Gallipoli, il sit-in di protesta dei lavoratori Trony che rischiano il posto. Appuntamento alle 10.30 nella Galleria Famila (ingresso della statale 101). Da sabato tutti i negozi della catena sono chiusi, anche in Salento.

Si sono dati appuntamento a Gallipoli i lavoratori Trony che rischiano il posto se le saracinesche dei negozi di elettronica dovessero rimanere chiuse per sempre. Nonostante manchi un comunicato ufficiale, sembra ormai certo il fallimento della holding che controlla il maggiore pacchetto di aziende commerciali a insegna Trony. Era stato chiesto un concordato preventivo, ma si trattava di una strada impossibile da percorrere secondo il giudice fallimentare.

Liguria, Piemonte, Lombardia Veneto, Friuli e Puglia queste le regioni interessate, ma è soprattutto nel tacco dello stivale – dove sono a rischio 120 addetti già provati dal pesante taglio in busta paga avvenuto a dicembre e dal fatto che a febbraio lo stipendio non è mai arrivato– che gli animi si stanno surriscaldando. Dopo la manifestazione avvenuta a Bari, la protesta si sposta a Gallipoli dove, come detto, per domani è fissato un sit-in che chiamerà a raccolta tutto il personale dei punti vendita di Casarano, Gallipoli, San Cesareo e Presicce.

«Siamo fortemente preoccupati per il futuro occupazionale dei lavoratori» si legge in una nota a firma di Carmela Tarantini e Antonio Arcadio rispettivamente segretario generale Fisascat Cisl Lecce e Fisascat Cisl Puglia che chiederanno un incontro al Commissario Giudiziale. «Il nostro territorio già vessato da un alto tasso di disoccupazione, dove mancano politiche attive per il lavoro – concludono i segretari –  non può sopportare un ulteriore chiusura di esercizi commerciali. Il futuro non si prospetta roseo, per tutti quei lavoratori impiegati nella vendita di prodotti elettronici a causa del continuo cambiamento del mercato e per l’avvento dell’e-commerce».

«La situazione attuale è che i lavoratori stanno comunque maturando la retribuzione non avendo ricevuto ad oggi la lettera di licenziamento» spiegano Antonella Perrone, segretario generale Uiltucs Lecce e Antonio Palermo, componente della segreteria del sindacato che chiederanno un incontro con le istituzioni regionali. L’auspicio è che venga convocato presto un incontro per capire quali scenari potranno presentarsi, nella speranza si legge “che si possano trovare soluzioni occupazionali per i lavoratori salentini e pugliesi e non la semplice trafila burocratica per il recupero delle spettanze”.



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