Troppe richieste di soccorso e pochi mezzi. E per il 118, come ogni estate, è emergenza

Troppe le richieste di soccorso a cui il 118 di Lecce non riesce a far fronte a causa della scarsità dei mezzi e del personale sanitario. Con l’estate che avanza, la situazione potrebbe farsi più critica. Secondo lo ‘Sportello dei Diritti’ si rischia la paralisi.

Mentre da un lato il direttore generale della Asl di Lecce, Giovanni Gorgoni annunciava l’accorpamento di due blocchi operatori  all’ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce, dall’altro, quasi fosse il risvolto ‘brutto’ della  stessa medaglia, lo Sportello dei Diritti attraverso un comunicato stampa a firma del suo presidente gridava all’emergenza. In questo caso, ancora una volta come ogni estate da anni, sotto i riflettori è finito il 118 del nosocomio salentino. È risaputo ormai che con l’avvicinarsi della bella stagione il Salento cambia volto e si veste con le presenze, sempre più numerose, dei tanti turisti che scelgono di trascorrere una vacanza in una delle località balneari e non della provincia. Proprio per questo, il servizio sanitario dovrebbe essere potenziato, al fine di poter fronteggiare l’aumento delle richieste di soccorso, che cresce proprio durante questo periodo dell’anno. Eppure, nonostante l’argomento sia noto…puntualmente se ne discute.
 
Gorgoni, dati alla mano, ha spiegato come l’accorpamento attivo dal 15 luglio al 30 settembre è studiato per ottenere un aumento delle ore ospedaliere e al contempo ottimizzare le risorse. In poche parole, la soluzione studiata «permette di lavorare su più turni operatori di 10 ore dalle 8.00 alle 18.00 e di portare da 600 a più di 700 le ore di sala nel mese di agosto rispetto allo scorso anno e di rispettare il diritto degli operatori di godere del riposo estivo».  
 
Giovanni D’Agata, invece, denuncia la difficoltà del servizio del 118 leccese che si è ritrovato ad affrontare un elevato numero di richieste di soccorso alle quali non è riuscito a far fronte per la cronica insufficienza di mezzi e personale. «Quando a gridare all'emergenza è chi l'emergenza dovrebbe gestirla c'è veramente da preoccuparsi – si legge nella nota dello Sportello dei Diritti –  il picco di criticità della situazione è stato raggiunto intorno a mezzogiorno di ieri, quando tutte le ambulanze disponibili erano impegnate nei soccorsi. Tra queste, due erano state correttamente destinate al soccorso dei 123 migranti sbarcati nel porto di Santa Maria di Leuca».
 
Insomma, una situazione che si ripete ogni estate e che deve essere affrontata prima che si sfiori la tragedia. C’è da dire, però, come hanno più volte segnalato i responsabili del servizio, che troppo spesso si ricorre al 118 per questioni che non dovrebbero essere di sua competenza in quanto classificate come codici bianchi, ossia casi non urgenti. Il numero delle richieste inappropriate che giungono alla centrale operativa del 118 di Lecce è molto elevato: 4.600 circa nel 2014 e 3700 dal 1° gennaio 2015 ad oggi pari a quasi al 10 % del totale.
 
Accendere i riflettori su un problema serio e delicato come quello della sanità in cui in ballo c’è la vita e la salute di una persona è importante, ma come sottolineato dallo stesso sportello altrettanta importanza ha il comportamento degli stessi cittadini. Per questo, si ricorda, che per i codici bianchi si dovrebbe chiedere assistenza agli ambulatori ospedalieri e alla guardia medica evitando di chiamare immediatamente il 118 e chiedere il soccorso di un'autoambulanza.
 
«Anche se – al di là del fatto che i cittadini dovrebbero far ricorso al 118 solo in caso di vera necessità ed emergenza – per Giovanni D'Agata –  resta da segnalare che con l'estate che avanza ed il conseguente aumento delle presenze sul territorio salentino che presto sarà affollato da migliaia e migliaia di arrivi, si rischia una paralisi senza precedenti nel servizio d'emergenza. Tale concreto rischio richiede, quindi, un intervento immediato e diretto del neopresidente della regione che avendo voluto conservare per sé la delega alla Sanità dovrà dare dimostrazione immediata di capacità amministrativa e di buon governo per evitare le pesanti conseguenze dovute alle insufficienze di un settore fondamentale per la salute dei cittadini. E la risposta è semplice: più mezzi e uomini».



In questo articolo: