Una battaglia di 17 anni contro la violenza sulle donne: i dati 2015 del Centro ‘Renata Fonte’

Maria Luisa Toto, presidente del Centro ‘Renata Fonte’, annuncia di voler incontrare il Prefetto di Lecce ‘per costruire una rete di solidarietà contro la violenza sulle donne’. Illustrati oggi, in conferenza stampa, i dati relativi all’anno 2015.

Purtroppo determinati dettagli si conoscono a malapena. Pochi, infatti, hanno idea di quante violenze sulle donne accadano nell’ambiente famigliare. Tutti credono che le aggressioni avvengano solo nei vicoli di qualche stradine stretta e buia. E in effetti non sbagliano del tutto; ma risiede negli occhi di un parente, spesso, l’atteggiamento machista. In un marito, o peggio ancora nella figura del padre. Eppure, il fattore principale va letto alla radice dei problemi. «La violenza contro le donne sta nella discriminazione di genere, è un. Bisogna attivare un cambiamento che educhi al rispetto, in particolare quello tra i generi, rifondando la cultura dei Diritti Umani». Così Maria Luisa Toto, presidente del Centro Antiviolenza “Renata Fonte” di Lecce, esordisce davanti ai giornalisti in un incontro tenutosi stamattina per festeggiare i 17 anni d’attività. Ricorrenza celebrata, putacaso, proprio a quarantottore dal 25 Novembre, Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

«Non esiste da nessuna parte che una donna non possa rifiutare un uomo. Inizialmente, il “sommerso” era spaventoso. Oggi, invece, le vittime iniziano a prendere coscienza del fatto che debbano denunciare. E in molti, in tantissimi casi, riescono a liberarsi del loro persecutore, fisico o psicologico». La presidente Toto punta dritto al sodo e annuncia:«Chiederemo nei prossimi giorni un incontro col Prefetto, affinché venga attivata una rete di solidarietà che si schieri al nostro fianco». «Esigo che nessuno prenda sottogamba nulla – continua – perché ormai è divenuta una questione di stato. Un esempio? Negli ospedali dovrebbero inserire del personale che sappia riconoscere determinate situazioni. Chiamatelo codice rosa, chiamatelo come volete. Ma è opportuno che il personale medico sappia agire davanti a casi così delicati». 

Esponta, nell'occasione, la mostra fotografica intitolata "Protagoniste". Si tratta di alcuni scatti biografici di quindici donne salentine in carico al Centro. Foto che testimoniano la propria esperienza di forza, coraggio, e dignita. «Perché dalla violenza si può uscire – sottolinea Maria Luisa Toto – e ri-diventare protagoniste dela propria vita».

Nell’Ambito Territoriale Sociale di Lecce, in questo 2015 ben 231 donne hanno rivolto le richieste d’aiuto al Centro “Renata Fonte”, dichiarando proprio d’essere vittime di violenza. Per il 70% dei casi sono arrivate tramite il Numero Verde Nazionale Antiviolenza (1522); per il 18% mediante le forze dell’ordine; nel 5% attraverso internet e per il rimanente 7% col passaparola. Allarmante una delle statistiche: nel 90% dei casi, a consumare la violenza risulta il partner. E soprattutto psicologica, oltre che economica e relativa allo stalking. Ragazze che, nel 61% dei casi, perdono autostima. Soffrono di ansia, insonnia, disturbi alimentari e profondo senso d’impotenza. Un 24% circa viene picchiato, mentre il restante 15% si riferisce alla violenza sessuale.

Altri indicatori: l’88% possiede figli (che spesso, a loro volta, assistono a scene tragiche), mentre invece il 95% non possiede reddito. 



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