Una chiesa costruita ‘sacrificando’ la pineta di Santa Caterina di Nardò l’ira del comitato Salviamo la Sarparea

Il Comitato Salviamo la Sarparea guarda con preoccupazione all’idea di costruire una chiesa in muratura, erodendo la collina di Santa Caterina. Un progetto che priverebbe residenti e turisti di un preziosissimo scorcio paesaggistico, ma anche di centinaia di pini.

Quella di costruire una grande chiesa in muratura nella pineta di Santa Caterina, marina di Nardò è un’idea vecchia. Sembra però che non abbia mai perso il suo appeal e, ogni tanto, viene tirata fuori dal cassetto, rispolverata dalla polvere e riproposta come accaduto in questi giorni agli uffici tecnici del comune. Una decisione che ha fatto storcere il naso al «Comitato Salviamo la Sarparea» preoccupato per quello che considera un attacco alle poche aree verdi del territorio.
  
«L’idea di costruire nel 2017 un grande edificio religioso in muratura, erodendo la verde collina di Santa Caterina e privandoci non solo di un preziosissimo scorcio paesaggistico, ma di centinaia di verdi e ombrosi pini d’Aleppo – si legge in un lungo comunicato stampa –  appare un’eresia senza senso».
  
Secondo il Comitato, il progetto non rispecchia né la bellezza del luogo né la volontà delle persone residenti nella marina o che la frequentano d’estate: «non è giustificato dall’esiguo numero di abitanti e non è gradito – scrivono – agli stessi fedeli che, durante la bella stagione, amano seguire le funzioni religiose protetti dall'ombra degli alberi, immersi nella natura, con la sensazione quasi ascetica di poter davvero trovare Dio nella bellezza del Creato, spostando lo sguardo dall’altare alle fronde baciate dal sole, udendo tra le parole dei salmi il fruscio del vento e il cinguettio degli uccelli».
  
Insomma, quest’esperienza di immersione religiosa nella natura, sempre più rara, dovrebbe essere protetta dal cemento così il verde dovrebbe essere difeso da una colata che ‘regalerebbe’ solo quattro mura grigie.  
  
«Il progetto – si legge – insisterebbe, tra l’altro, a poche decine di metri dalla grande lama carsica di Santa Caterina, sullo scosceso pendio tufaceo della collina. Ricordiamo come le lame carsiche siano strutture geologiche protette da importanti prescrizioni nel PPTR regionale. Sarebbe quantomeno poco saggio disboscare buona parte della collina per far largo a chiesa, parcheggi e altre opere accessorie, facendo venir meno l’importante funzione di tenuta del suolo data dalle radici degli alberi che garantiscono la stabilità del terreno nei declivi importanti del colle, specie durante i forti acquazzoni invernali».
  
Sperando in un ripensamento da parte del Comune di Nardò e della Curia, il Comitato si augura che «a dirimere queste incresciose situazioni giunga presto il PUG cittadino».



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