Una terra Addolorata. L’editoriale di Alfredo Foresta

Ospitiamo sulle colonne di LecceNews24.it l’editoriale dal titolo ‘Una terra Addolorata’ dell’architetto Alfredo Foresta, presidente del movimento ‘Visioni da Sud’.

Addolorata ha gli occhi lucidi e fieri, raccontano le sue tante primavere in un viso segnato dalla fede e dal dolore di una terra arditamente prolungata nel mare, il Salento. Come la sua mamma e ancora prima la sua nonna in un tempo a ritroso senza fine, ogni sera, tolto il "damantile" prega per la sua famiglia e la sua terra, un uliveto secolare, un piccolo fondo, che per lei racchiude la sua storia, il suo mondo. Ella ignora che sotto la sua terra passerà una "servitù" che porterà il gas a mezzo mondo; lei che da sempre ha servito la sua terra, non conosce il mondo del progresso, crede ancora nel valore di custodire la terra con l'amore del lavoro. Purtroppo da qualche tempo ha perso "lu sennu" la serenità dell'equilibrio secolare custodito nelle pietre possenti delle nostre architetture. I suoi occhi vivi piangono la morte degli ulivi secolari incappucciati e poi eradicati da ipocriti boia della politica. In questa condizione di confusione Addolorata si mobilita, invoca aiuto nei diritti dei contadini e nella dignità della terra.

Crede e cerca i compagni di una vita a cui, con la sua fedeltà, ha "servito" un voto incondizionato e per sempre. Le sue mani nude al cielo richiamano l'attenzione nazionale, cercano Il braccio sinistro dei suoi ex compagni ormai pro-teso verso le necessità di una nuova "servitù"…stretta di mano tra nuovi amici, amici degli amici. In un polverone di terra rossa si è perso lo spirito e l'anima di molti; le istituzioni, il governo e le ragioni di stato… "hannu persu li sensi" le ragione della terra; figli della stessa radice, cittadini di una stessa nazione, servitori di uno stesso stato, si fronteggiano in una guerra di "illusi e delusi". Addolorata pervasa dal dolore del tradimento invoca ai "cristiani" del corteo, la fede del Sacro martirio di Otranto e prega i suoi avi di ricevere la stessa forza per il suo martirio, iconografia pittoresca per molti, bellezza immensa della resistenza per tanti. Poco può fare un indennizzo, risarcitorio e accomodante se nessuno ha mai ascoltato Addolorata e con essa il silenzio della terra rossa; lei vuole soltanto i suoi alberi e non crede più alle istituzioni. Con Addolorata tutti noi, non conosciamo fino a che punto Il gasdotto è peccato, ma conosce il dolore di Cerano e dell’Ilva che ci ha già condannati e dannati all'inferno.

In questo trasportare solenni e immobili ulivi da una parte all'altra del Salento, la società civile si ferma e chiede chiarezza su questa come altre storie addolorate che raccontano veleni interrati mai verificati. La terra Magna di Enea deve ri-trovare la visione di un nuovo approdo che non deve solo servire l'Italia e all'Europa. Un progetto condiviso e programmato, riconversione della centrale a carbone di Cerano e degli stabilimenti IlLVA diventa un atto di civiltà del vecchio continente. Ogni sera gli abitanti del Salento guardano i loro ulivi, maestosi e fieri in un tempo a ritroso senza fine, come le loro madri e ancora prima le loro non ne, perché votati all'amore della loro terra.

Alfredo Foresta architetto, presidente del movimento visioni da Sud

 



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