Innamorate, ma costrette a ‘nascondersi’: discriminate sul lavoro due dipendenti omosessuali dell’Università del Salento

Due dipendenti dell’Università del Salento rischierebbero il licenziamento o una sospensione dal servizio perché avrebbero infranto le regole di condotta nel tentativo di reagire all’ennesimo episodio discriminatorio

La loro unica colpa? Essere innamorate. Due dipendenti dell’Università del Salento, dello stesso sesso, potrebbero pagare a caro prezzo il legame che li unisce. Secondo la Commissione disciplinare, rischierebbero il licenziamento o una sospensione dal servizio perché avrebbero infranto le regole di condotta, nel tentativo di reagire all’ennesimo episodio discriminatorio orchestrato da alcune colleghe di pari grado. A denunciare l’accaduto, nero su bianco, è l’organizzazione sindacale Fgu Gilda Unams che, senza pensarci due volte, si è schierata accanto alle due ‘protagoniste’ della relazione sentimentale, travolte da procedimenti disciplinari.

Il Coordinatore Nazionale della sigla, Michele Poliseno – fresco di nomina presso il Consiglio Universitario Nazionale (CUN) con i suoi 1676 voti – e il Dirigente regionale della organizzazione sindacale, Simona Sardone, hanno incontrato nei giorni scorsi l’Autorità disciplinare dell’Università salentina a tutela dell’onore e del rispetto dei dipendenti dell’istituzione universitaria.

Che cosa è accaduto?

Sotto accusa ci sarebbe il comportamento ‘aggressivo’ di una delle due dipendenti. Teatro dell’accuto, l’ambiente di lavoro. La donna avrebbe utilizzato espressioni offensive (vere e proprie imprecazioni) contro alcune colleghe eterosessuali, ma l’atteggiamento ‘colorito’, secondo i rappresentanti dell’organizzazione sindacale, non meriterebbe di essere punito, neanche con una sanzione di minore intensità perché la lavoratrice, da loro assistita e difesa, avrebbe soltanto reagito ad una provocazione. Sul posto di lavoro, insomma, la donna sarebbe stata costretta ad ascoltare attacchi continui, conditi da offese e appellativi anche davanti al pubblico. Alla fine, non potendone più, avrebbe risposto agli insulti. La condotta, pertanto, non sarebbe punibile e perseguibile nemmeno in sede disciplinare.

La corposa tesi difensiva portata al vaglio del Collegio disciplinare con una memoria difensiva di ben 25 pagine non fa una piega. Pur conclusasi la fase istruttoria con la deposizione, durata oltre quattro ore, del Responsabile della struttura amministrativa dove prestano servizio le due dipendenti, si dovrà attendere la primavera inoltrata per respirare nell’Ateneo salentino un clima di serenità. Soprattutto tra le due ‘innamorate’ ingiustamente tacciate di aver tentato di mettere al riparo una storia d’amore.

«Il Collegio disciplinare dell’Università del Salento – affermano i rappresentanti Poliseno, Scalise e Sardone –  molto attento e sensibile al tema dell’omosessualità, deve completare la fase istruttoria e solo a completamento di tale fase, adotterà il provvedimento finale che potrà sfociare nell’ipotesi dell’archiviazione, come ci auguriamo, oppure con l’irrogazione di una sanzione disciplinare. Il Collegio è preparato e competente e questo ci consente di attendere con serenità il completamento dei lavori. Siamo, quindi, fiduciosi».

Non sarebbe il primo espisodio

Non è la prima volta che i sindacalisti della Gilda Unams si presentano davanti all’Ufficio per i procedimenti disciplinari dell’Università leccese per assistere i dipendenti pubblici. In  un’altra occasione, connessa al caso trattato nei giorni scorsi, i vertici della organizzazione sindacale hanno voluto spendersi, con spirito di solidarietà e abnegazione alla tematica, anche con l’intervento di un’altra figura importante della medesima Sigla, Maurizio Scalise. I lavoratori omosessuali in Italia sono discriminati e spesso costretti a rendersi “invisibili” per proteggersi. Anche nel mondo del lavoro, così come in altri aspetti della vita quotidiana, si registrano episodi di discriminazione.



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