Vaccinazione antinfluenzale, obbligo per gli operatori sanitari ma Fsi-Usae protesta

Non è d’accordo con l’obbligo imposto dalla Regione Puglia l’Organizzazione sindacale che sostiene che non ci sia la tutela dei diritti fondamentali della persona.

Non è proprio andato giù a tutti l’obbligo di sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale per gli Operatori Sanitari. È stata la Regione Puglia a porre l’obbligo tra il personale sanitario vista la l’emergenza epidemiologica in atto, ma sono subito sorte le prime critiche. Pesanti le sanzioni per chi si rifiuta, che così è costretto a pagare una sanzione amministrativa tra i 500 e i 5.000 euro, oltre ad essere segnalato dal medico competente aziendale.

A dirsi contraria è la Federazione dei sindacati indipendenti-Usae Lecce che punta il dito contro la decisione della Regione. Tale obbligo, dice il sindacato, mal si concilia con la tutela dei diritti fondamentali della persona dettati dalla Costituzione. A questo si aggiunge, continuano, un conflitto di competenze tra Stato e Regione “che si innesca quando si trattano principi riconducibili alla tutela della salute, come già stabilito, a questo proposito, dalla recentissima sentenza n. 10048 del 2 ottobre 2020, dal TAR del Lazio”.

“Pur svolgendo una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei nostri iscritti, affinché tutti si sottopongano alla predetta vaccinazione – scrive il sindacato – contestiamo fortemente i metodi utilizzati da codesta amministrazione per attuare la campagna di vaccinazione nella Regione Puglia”.

Le richieste del sindacato

È per queste ragioni che l’organizzazione si è rivolta alla Regione avanzando alcune specifiche richieste. Prima su tutte è quella di modificare l’obbligo di vaccinazione, che “appare improprio dal punto di vista scientifico, giuridico ed etico e probabile causa di logoranti contenziosi”. Dovrebbe essere una “forte raccomandazione”, dice il sindacato, senza alcuna sanzione. Le motivazioni addotte all’obbligo, secondo Fsi-Usae, sarebbero troppo deboli poiché “l’efficacia della vaccinazione si aggira tra il 30 e il 40%”.