‘Ricordatemi in qualche vostro passo, in qualche vostra canzone’, la mamma di Noemi parla al cuore dei giovani

La consigliera di Parità della Provincia di Lecce Filomena D’Antini ha spiegato il senso del nuovo incontro di formazione e di aggiornamento professionale intitolato “Violenza di genere: il lavoro con la vittima di violenza e con gli autori di violenza”, svoltosi oggi a Palazzo dei Celestini.

“Per prevenire gli episodi di violenza sulle donne è fondamentale la formazione sia dei più giovani, sia di chi opera sul campo. Da questa convinzione nasce l’incontro di oggi con esperti nazionali, operatori sociali, avvocati, rappresentanti delle forze dell’ordine, ma anche e soprattutto ragazzi e ragazze delle scuole superiori del nostro territorio”. Così la consigliera di Parità della Provincia di Lecce Filomena D’Antini ha spiegato il senso del nuovo incontro di formazione e di aggiornamento professionale “Violenza di genere: il lavoro con la vittima di violenza e con gli autori di violenza”, svoltosi oggi a Palazzo dei Celestini.

All’evento, promosso dall’Ufficio della stessa consigliera di Parità nell’ambito dell’iniziativa “Diversi ma uguali. Pari opportunità”, hanno preso parte due delegazione di studenti dell’Istituto tecnico e professionale “Antonietta De Pace” di Lecce e dell’IISS “Gaetano Salvemini” di Alessano, questi ultimi (terza A) autori di un video contro la violenza di genere, che hanno illustrato nell’aula consiliare provinciale.

I dati

Nella sua introduzione ai lavori, la consigliera di Parità D’Antini ha snocciolato alcuni dati rilevati dall’Istat, in base ai quali “sono 6 milioni e 788mila le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno riferito di aver subito violenza fisica o sessuale. Nel 41 per cento dei casi gli autori del crimine sono compagni o ex partner”. E ancora, riferendosi ai dati del IV Rapporto Eures sul femminicidio in Italia: “Nei primi 10 mesi del 2017 sono state 114 le donne uccise”. Dopo l’intervento della consigliera di Parità Filomena D’Antini e del segretario dell’Ordine degli avvocati di Lecce Vincenzo Caprioli, particolarmente toccante è stata la testimonianza di Imma Rizzo, mamma di Noemi Durini, la quindicenne di Specchia uccisa nel settembre scorso. Rivolgendosi ai giovani studenti presenti in aula, la mamma di Noemi ha letto una commovente lettera, dando voce alla figlia che non c’è più.

I lavori

Un convegno denso di significati quello che si è da poco concluso. Si è parlato di violenza tra le mura domestiche, di donne dilaniate dai maltrattamenti di mariti o compagni troppo spesso “giustificati” dalle stesse moglie o compagne, di figli minori vittime indirette (e purtroppo spesso anche dirette) di queste forme di disagio.

Al tavolo dei relatori, accanto all’avv. D’Antini, Silvia Baudrino, presidente White Dove Evoluzione del Maschile onlus, Diletta De Toma, responsabile casa rifugio La Ginestra-centro telefono rosa, Rita Russo, direttrice del carcere di Lecce, Francesca Lauria, capitano dei carabinieri di Roma, comandante della sezione Atti persecutori, Paolo Maci, avvocato e autore del libro “Mi chiamo Eva. Cinque donne, cinque storie, una Toga”, Sara Mazzeo consigliera dell’Ordine degli assistenti sociali di Puglia.

Una lettera toccante

Ma occorre sottolineare che al fianco della consigliera di Parità vi era una donna coraggiosa, una donna che vuole mettere la propria sofferenza al servizio degli altri – soprattutto dei più giovani, una donna che ha perso la figlia 15enne: parliamo di Imma Rizzo, mamma di Noemi Durini.

La mamma di Noemi

Imma ha dato il via alle riflessioni della giornata, leggendo una lettera che Noemi ha scritto per mano della sua mamma e nella quale si può leggere attraverso parole vere e toccanti: ragazzi, nessuno di voi si faccia umiliare, nessuno si renda schiavo di un sentimento che Amore non è, vivete la vostra esistenza libera da ogni ricatto. “Create bellezza e amore – ha affermato con la voce rotta dall’emozione Imma Rizzo – dovete vivere e diventare grandi come avrebbe potuto fare Noemi…”
Per bocca della sua mamma, oggi Noemi ha inviato ai suoi coetanei – in tanti presenti al convegno – un messaggio chiaro, con la speranza di rivivere “in qualche vostro passo, in qualche vostra canzone”.

Un applauso scrosciante quello che ha accompagnato le parole di Imma che vuole parlare al cuore dei ragazzi e delle ragazze perché non si ripetano più atrocità come quelle subite da Noemi.

La testimonianza dei ragazzi

E la sensibilità dei giovani auditori si è dimostrata anche con la proiezione di un video realizzato dalla 3 A dell’Istituto Salvemini di Alessano in cui attraverso la cover della nota canzone di Ermal Meta “Vietato morire” .

Le conclusioni

Fare sì che il Legislatore preveda interventi utili al fine di rieducare i sex offender, sostenere i centri antiviolenza che si adoperano ovunque in Italia – e non solo, aiutare i minori vittime inconsapevoli, gestire e trovare forme alternative alla violenza alle quali educare chi si ritrova ad essere autore di gesti violenti e che spesso dimostra più fragilità e più problematiche della loro stessa vittima.

Un messaggio di grande importanza è stato unanime negli interventi di tutti i relatori: allontaniamo ogni forma di violenza con l’informazione e la cooperazione, perché solo facendo rete si può intervenire nelle maglie più oscure della violenza e ridare, quando possibile, una vita nuova a chi si è trovata nel tunnel di ciò che Amore non è.


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