Tenta il suicido per paura di perdere il reddito di cittadinanza. Il Pronto Soccorso dei Poveri scrive alle istituzioni

Un 50enne leccese ha provato a ingerire un cocktail di farmaci, ma è stato salvato dalla moglie. L’associazione di Tommaso Prima scrive ai politici.

Il reddito di cittadinanza è stato l’unico argomento concreto su cui si è discusso nella campagna elettorale delle elezioni politiche che ci siamo appena messi alle spalle e che hanno visto la netta vittoria del centrodestra e di Giorgia Meloni in particolare.

La classe politica e l’intera cittadinanza si sono letteralmente divise a metà, tra chi ritiene la misura l’unico provvedimento in grado di affrontare e sconfiggere la dilagante povertà e tra chi pensa, invece, che si tratti soltanto di una misura assistenzialistica che disincentiva alla ricerca di lavoro.

Non è un caso che il M5S, dato da molti per spacciato, abbia ottenuto un ragguardevole risultato difendendo a denti stretti il provvedimento a cui aveva dato vita e che considera un caposaldo di equità e giustizia sociale.

Oggi la notizia comunicata a mezzo social dal Pronto Soccorso dei Poveri rilancia ancor di più la questione: Nino, 50 anni, leccese, percettore del reddito di cittadinanza, per paura di perdere quel contributo che gli consente di sfamare la famiglia in maniera più o meno dignitosa, ha tentato il suicidio, provando a ingerire una quantità abnorme di medicine. Solo l’intervento rapido e accorato della moglie, ha scongiurato il peggio, ma Tommaso Prima, Presidente dell’associazione che da anni si batte per aiutare i più bisognosi e i più svantaggiati nel Salento, recatosi sul posto e confortato l’uomo, ha preso carta e penna e indirizzato una lettera a tutte le autorità e ai politici (a cominciare dall’ex Premier, Giuseppe Conte), per chiedere di difendere e sostenere in tutte le sedi una misura ritenuta necessaria. Soprattutto in questa fase del sistema economico e sociale italiano.

Tommaso Prima

“On.le Giuseppe Conte, Presidente del Movimento 5 Stelle; Gentilissimo On.le Leonardo Donno,Coordinatore regionale del Movimento, con la presente vi inoltro, a nome di migliaia di persone, che vivono grazie al reddito di cittadinanza, un accorato appello, affinché lottiate, con tutti i mezzi che vi offre la Costituzione, per fare sì che il nuovo Governo non abolisca il reddito di cittadinanza, ma al massimo lo migliori”, scrive nella missiva Tommaso Prima.

“In questi giorni – prosegue – tantissimi cittadini e le loro famiglie, sono letteralmente terrorizzati al solo pensiero pensiero di un’abolizione o riduzione del sussidio.

Qualcuno purtroppo proprio ieri a Lecce, in preda alla paura di non poter più provvedere con il Rdc a sfamare la propria famiglia, ha tentato di togliersi la vita, ingerendo grandi quantità di medicinali. Si tratta di Nino, 50 anni, residente in una casa popolare, capofamiglia di un nucleo che seguiamo da tempo con la nostra associazione. Fortunatamente è stato salvato dalla moglie.

Presidente Conte – conclude Tommaso Prima -, sempre fiduciosi, ci affidiamo a Lei ai suoi collaboratori affinché nessuno possa mettere mano al reddito di cittadinanza, se non allo scopo di renderlo migliore per il bene delle famiglie povere e bisognose.