Abusivismo edilizio a ‘Riva degli Angeli’? Quattro persone sotto processo, tra cui due ex sindaci di Porto Cesareo

Il gup ha rinviato a giudizio quattro imputati che dovranno presentarsi il 7 luglio 2016 per l’inizio del processo. Prosciolti dall’accusa gli altri otto. Le indagini portarono, due anni fa, al sequestro preventivo del mega complesso turistico.

Quattro persone a processo, per i presunti abusi edilizi, nella realizzazione del villaggio turistico "Riva degli Angeli". Il gup Vincenzo Brancato ha rinviato a giudizio: Giuseppe Durante detto Pippi, 65enne titolare del complesso edilizio e legale rappresentante; gli ex sindaci di Porto Cesareo, Ferruccio Mele, 68 anni di Copertino e Rocco Durante, 67 anni e l'imprenditore Antonio Nestola 60 anni, entrambi di Porto Cesareo.
 
Prosciolti, invece, con la formula "perché il fatto non sussiste" in otto dall'accusa di falso ideologico ed omessa denuncia. Si tratta di: Fernando Gardelicchio, 60 anni altro ex sindaco di  Porto Cesareo; i tecnici che si sono occupati degli interventi all’interno del villaggio: gli ingegneri Cosimo Muscogiuri, 69enne di San Pancrazio Salentino, e Cataldo Basile 41 anni tutti e due di Porto Cesareo; il 76enne Cosimo Spagnolo di Porto Cesareo, tecnico progettista; l’ingegnere Giovanni Ratta, 62 anni di Leverano, ex responsabile dell’ufficio tecnico di Porto Cesareo; Maurizio D’Andria, 55 e Pietro Viva, 39 anni, entrambi di Porto Cesareo e geometri dell’Ufficio Tecnico; Tarcisio Basile, 59enne di Porto Cesareo responsabile dell’Ufficio urbanistica ed edilizia.

Il Pubblico Ministero, Carmen Ruggiero aveva stralciato soltanto la posizione relativa al comandante della polizia municipale Romolo Peluso. I dodici imputati rispondevano a vario titolo e in diversa misura di lottizzazione abusiva, abusivismo edilizio, falsità ideologica e omessa denuncia da parte di pubblico ufficiale
 
Il gup Brancato ha fissato la data d'inizio del processo, per il prossimo 7 luglio, innanzi ai giudici della seconda sezione penale in composizione monocratica.
 
Nell'udienza preliminare scorsa, il giudice ha "citato" come parte civile il Ministero dell'Ambiente che, però, non avanzato alcuna istanza di "costituzione". Secondo il gup, era l'unico legittimato ad ottenere il risarcimento del danno. Invece, le due associazioni ambientaliste Italia Nostra e Legambiente, con gli avvocati Giuseppe Cipressa e Carlo Barone, erano state ammesse alla costituzione di parte civile, ma potranno ottenere soltanto il risarcimento del danno "d'immagine".
 
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna, Arturo Balzani, Italo Foggetti, Luigi Covella, Antonio Savoia, Giuseppe De Luca, Giuseppe Romano, Elvira Durante, Pietro Quinto ed Antonio Quinto. I difensori degli imputati hanno chiesto il non luogo a procedere per i propri assistiti, sia dal punto di vista fattuale, ritenendo insussistenti i fatti contestati, che giuridico per la mancanza di prove.
 
La vicenda giudiziaria ebbe inizio con le indagini disposte dalla Procura, due anni fa, che portarono al sequestro preventivo del complesso turistico Riva degli Angeli che sorge a Torre Lapillo, lungo la litoranea nord, in direzione di Taranto. Venne fuori così, l'accusa di presunti interventi edilizi non consentiti dalla legge in una zona agricola di salvaguardia paesaggistica.
  
Dalle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Campi Salentina e dalla perizia del consulente della Procura, infatti, sarebbe emersa la realizzazione di manufatti edilizi mai autorizzati e di opere che, anche se formalmente munite di titolo, erano il frutto di continua ed illecita trasformazione urbanistico-edilizia, eseguita a partire dal biennio 1984-1985.



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