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Savino Tesoro indagato per abusivismo edilizio: riesame dice no al sequestro di una parte della villa

by Redazione
30 Luglio 2019 18:44
in Cronaca
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Il Tribunale del Riesame dice no al sequestro di una parte della villa di Torre Lapillo, appartenente alla famiglia Tesoro. I giudici (Presidente Fabrizio Malagnino, a latere Antonio Gatto, relatore Marcello Rizzo), al termine dell’udienza camerale di questa mattina, hanno rigettato l’Appello del Sostituto Procuratore Alessandro Prontera. Il pm ribadiva la richiesta, dopo che già il gip Edoardo D’Ambrosio, in data 3 luglio 2019, non aveva accolto l’istanza della Procura, ritenendo i reati abbondantemente prescritti.

Il Dott. Prontera chiedeva di disporre “il sequestro preventivo dell’intera area interessata dal manufatto edilizio adibito a scala di accesso privato al mare nonché delle mura perimetrali cosi come innanzi identificate in Catasto del Comune di Porto Cesareo“.

L’inchiesta della Procura

Savino Tesoro, 62 anni di Spinazzola (Bari) ex Presidente dell’Unione Sportiva Lecce; la moglie Maria Glionna, 60 anni, sempre di Spinazzola; i figli Antonio Tesoro, 37enne di Modugno, ex Direttore Sportivo del Lecce; Francesca Tesoro, 22 anni di Monza e Giulia Tesoro, 26 anni di Corato, tutti residenti ad Ambivere (Provincia di Bergamo) sono indagati dalla Procura per abusivismo edilizio, in qualità di propritari delle varie particelle su cui ricade la villa.

Agli indagati il pm Prontera contesta di avere effettuato “interventi edilizi, tutti conducenti, previo sbancamento del cordone dunale e taglio ed eradicazione di vegetazione dunale e delle specie arboree ivi insistenti, alla realizzazione di una imponente scala di accesso privato al mare della lunghezza complessiva di 4,50 metri“.

In particolare, il pm ritiene come tali interventi possano avere causato “un’insanabile trasformazione dell’ambiente naturale ed evidente sconvolgimento vegetazionale dell’area di proprietà privata ricompresa nella fascia di rispetto dei 30 mt del demanio marittimo in assenza di autorizzazioni del permesso di costruire, nulla osta delle autorità preposte al vincolo e dei titoli demaniali, altresi effettuando innovazioni non autorizzate con occupazione abusiva della predetta cd fascia di rispetto demaniale.”

La tesi difensiva dell’avvocato Giuseppe Milli

L’avvocato Giuseppe Milli, che ha prodotto in udienza anche delle ortofoto a sostegno della propria tesi difensiva, ritiene come gli interventi edilizi interessati dai lavori e dai titoli autorizzativi si riferiscono quantomeno all’anno 2005, quando il Comune di Porto Cesareo rilasciava la concessione in sanatoria n 249 del 20 settembre 2005.

Posta tale premessa, gli ultimi interventi edilizi «confluenti nella realizzazione di una imponente scala di accesso privato al mare » sono, in ordine di tempo, quelli risalenti e riguardanti l’oggetto della Concessione in sanatoria del 2005 .

 

Tags: abusivismo-edilizio
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