Acqua di San Giovanni, una notte magica per un rituale propiziatorio

La poetessa Emanuela Rizzo dedica i suoi versi all’ Acqua di San Giovanni, una sorta di “pozione” che si dice abbia straordinarie proprietà benefiche.

La notte tra il 23 e il 24 giugno è da sempre considerata un momento magico, ricco di fascino e mistero. È la notte di San Giovanni, quando la tradizione popolare si intreccia con leggende e riti propiziatori, dando vita ad un’atmosfera suggestiva e carica di energia. Tra le usanze più note e diffuse c’è senza dubbio la preparazione dell’Acqua di San Giovanni, una sorta di “pozione” che si dice abbia straordinarie proprietà benefiche.

 

Cosa simboleggia l’Acqua di San Giovanni?

L’Acqua di San Giovanni, conosciuta anche come acqua benedetta o rugiada degli Dei, è una preparazione a base di acqua ed erbe che, secondo la leggenda, racchiude in sé i poteri benefici delle piante e la magia della notte di San Giovanni. Si dice che questa “acqua miracolosa” sia in grado di:

Donare salute e benessere: lavarsi con l’Acqua di San Giovanni la mattina del 24 giugno dovrebbe apportare benefici per la salute, rinforzando il sistema immunitario e proteggendo da malattie e malefici.

Portare fortuna e prosperità: l’acqua, arricchita dalle erbe infuse, è vista come simbolo di abbondanza e ricchezza. Si crede che attiri fortuna negli affari e nella vita privata.

Favorire l’amore: l’Acqua di San Giovanni è spesso associata all’amore e all’armonia. Si dice che possa aiutare a trovare l’anima gemella o a rafforzare i legami già esistenti.

 

Come preparare l’Acqua di San Giovanni

Preparare l’Acqua di San Giovanni è un rituale semplice e suggestivo, che richiede pochi ingredienti e un pizzico di fede. Ecco cosa occorre:

Acqua: ideale sarebbe utilizzare acqua di sorgente, ma va bene anche l’acqua minerale.

Erbe e fiori: tradizionalmente si utilizzano erbe aromatiche come iperico, menta, melissa, lavanda, rosmarino e fiori come rose, garofani e calendula.

recipiente: un contenitore di vetro o ceramica.

Procedimento

La sera del 23 giugno, poco prima del tramonto, raccogliere le erbe e i fiori selvatici.
Disporli all’interno del recipiente e coprirli completamente con l’acqua.
Lasciare il recipiente all’aperto tutta la notte, in un luogo dove possa ricevere la rugiada.
La mattina del 24 giugno, l’Acqua di San Giovanni è pronta per essere utilizzata.

Come utilizzare l’Acqua di San Giovanni

Tradizionalmente, l’Acqua di San Giovanni viene utilizzata per:

Lavarsi il viso e gli occhi: si dice che questo rituale purifichi e doni luminosità alla pelle, oltre a favorire la vista.

Fare un bagno: un bagno con l’Acqua di San Giovanni dovrebbe apportare benefici per il corpo e per lo spirito, donando relax e benessere.

Inumidire un fazzoletto: un fazzoletto imbevuto nell’Acqua di San Giovanni può essere portato con sé come amuleto portafortuna.

L’Acqua di San Giovanni: una tradizione da riscoprire

L’Acqua di San Giovanni rappresenta un affascinante connubio tra tradizione popolare, erbe officinali e simbologia. Che sia per le sue presunte proprietà benefiche o semplicemente per l’atmosfera suggestiva che la circonda, questa pratica continua ad essere apprezzata e diffusa in molte zone d’Italia.

Preparare l’Acqua di San Giovanni può essere un modo per connettersi con le antiche tradizioni e vivere la magia di questa notte speciale. Un gesto semplice, ma ricco di significato, che può donare un tocco di positività e benessere alla nostra vita.

La poesia di Emanuela Rizzo

Acqua di San Giovanni

La lavanda
chinata
giace
profumando ancora.
L’arancio vivo
del coriandolo
è corona
e luce.
Il timo
avvolge
la menta
e non
distinguo
più l’odore
del singolo,
nel tutto di camomilla
addolcito.
La calendula
si è vestita
di sole
per la notte
di magia
e speranza.
L’unico fiore
che manca
è ‘l’Ophrys per Renata Fonte’.



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