Pestaggio di un ragazzo disabile nella stazione ferroviaria. Otto ragazzi rischiano il processo

I fatti si sono svolti a Galatina, il 18 aprile del 2025. Rispondono di lesioni personali gravi, stalking, violenza privata. Per il pestaggio in stazione ai danni del coetaneo di origini tunisine danni viene contestata l’aggravante dell’odio razziale.

Otto ragazzi rischiano di finire sotto processo per il pestaggio del 16enne (all’epoca dei fatti) disabile, di nazionalità tunisina, avvenuto nella stazione ferroviaria di Galatina, il 18 aprile del 2025. La vicenda, ricordiamo, era finita alla ribalta mediatica nazionale, con l’interessamento sulla vicenda, tra gli altri, di Fabrizio Corona. Il noto personaggio televisivo si recò a Galatina nell’immediatezza dei fatti.

Tornando agli aspetti strettamente giudiziari della vicenda, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per i componenti della  cosiddetta “gang del bosco”. Dopo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, dei mesi scorsi, il procuratore capo del tribunale per i minorenni di Lecce, Simona Filoni, in queste ore, ha chiesto il processo per otto ragazzini, di età compresa tra i 15 ed i 17 anni, quando si verificarono i fatti. L’udienza preliminare si terrà il prossimo 26 ottobre davanti al gup Paola Liaci, presso il tribunale per i minorenni. Nell’avviso di conclusione comparivano anche due tredicenni non imputabili, perché minori di 14 anni, all’epoca degli episodi contestati.

Gli otto imputati rispondono delle accuse di lesioni personali gravi, stalking, violenza privata. Per alcuni episodi, come quello del pestaggio in stazione, viene contestata dalla Procura l’aggravante dell’odio razziale. Gli imputati, attraverso  i propri legali, potranno chiedere un rito alternativo, come la messa alla prova. Sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Massimo Bellini, Daniela Sindaco, Antonio Palumbo, Simona Reale, Roberto Marra, Riccardo Marra, Giuseppe Romano, Roberto Stanislao.

Le indagini condotte dai poliziotti del commissariato di Galatina, hanno messo in luce come, per oltre due anni, il ragazzino (ora 17enne) sia stato molestato, minacciato, picchiato e discriminato anche per le sue origini straniere. E nella primavera scorsa, dopo averlo attirato la vittima in stazione a Galatina, cinque ragazzini, in concorso con altri due non imputabili, lo pestarono con calci e pugni. Il branco inseguì il malcapitato, che si rifugiò in casa di un conoscente, dove erano presenti anche altri suoi amici. Gli aggressori cercarono di sfondare la porta dell’abitazione, rivolgendogli per almeno un’ora e mezzo, minacce e offese. Soltanto l’intervento di una residente, affacciatasi dal balcone, mise fine all’ “assedio”, minacciando di allertare la polizia. Inoltre, venne fatto un video e la presunta autrice delle riprese con il telefonino e il ragazzo che le avrebbe divulgate, rispondono di diffamazione.

Dopo i Daspo urbani, il 4 giugno scorso scattarono gli arresti per cinque minori, con ordinanza cautelare del gip Lucia Rabboni. I ragazzi vennero collocati in una comunità.

Adesso si attendono gli esiti dell’udienza preliminare.