Termina con una sola condanna, il processo con rito abbreviato relativo alla maxi inchiesta antidroga “La Svolta 2.0.”. Il nome ha preso spunto dall’omonima operazione eseguita, in precedenza, per fare luce sull’omicidio di Francesco Fasano. Il 22enne di Melissano, venne ammazzato con un colpo di pistola alla tempia il 25 luglio 2018 e per questa vicenda sono già diventati definitivi due ergastoli. Va detto che invece nell’ottobre del 2020, furono emessi su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ben 23 provvedimenti cautelari, di cui 8 in carcere e 15 agli arresti domiciliari. L’indagine, denominata La Svolta 2.0 fu condotta dal Nucleo Investigativo del reparto operativo del comando provinciale, in collaborazione con la Compagnia di Casarano. Essa costituiva l’epilogo dell’attività investigativa che, nel luglio di otto anni fa, portò a eseguire dieci fermi, a seguito dell’omicidio di Francesco Fasano. L’operazione si concentro su due gruppi criminali attivi nell’area casaranese e legati ad esponenti di spicco della Sacra Corona Unita, attivi nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti e nelle estorsioni. Non solo, poiché, nella contesa per la spartizione dei territori, veniva contestato anche un duplice tentato omicidio.
Tornando al processo di ieri, a fronte di richieste di pena per oltre 220 anni di reclusione, il gup Valeria Fedele, ha condannato soltanto Paolo Stefanelli, 45enne di Ugento, alla pena di 4 anni di reclusione e 1.000 euro di multa.
Invece, per otto imputati è stata invece dichiarata la prescrizione, in considerazione della riqualificazione del reato di spaccio, nell’ipotesi più lieve. Si tratta di Salvatore Caputo, 50enne, Diego Antonio Caputo, 31enne, Ferdinando Librando, 60enne, Daniele Manni, 47enne, Maicol Andrea Manni, 35enne, Luca Piscopiello, 45 anni,Luca Rimo, 44enne e Beniamino Stamerra, 42enne (tutti di Melissano). Invece, Paola Caputo, 44enne e Tommasa Isabella Venosa, 46enne, sono state assolte per non aver commesso il fatto.
Infine, per tutti gli altri imputati, è arrivata l’assoluzione, al termine dell’abbreviato, “perché il fatto non sussiste”. Parliamo di Rocco Bevilacqua, 36enne, Antonio Bevilacqua, 68enne, Pietro Bevilacqua, 40enne, Rosario Cazzato, 65enne, Alessio Presicce, 45enne, Fabio Antonio Causo, 70enne, Matteo Cazzato, 35enne, Stefano Ciurlia, 48enne, Marilena Coluccia, 28enne, Alessio Cugino, 29enne, Biagio Manni, 58enne, Natascia Micaletto, 44enne, Giuliano Pizzi, 66enne ed Alessia Scarlino, 31enne (tutti di Melissano); Ottavio Salvatore Scorrano, 41enne e Luigi Pacella, 62enne entrambi di Alliste, Gianluca Pizzolante, 51enne e Luca Tarantino, 44enne, entrambi di Ugento, Vito Paolo Vacca, 31enne, Caterina Spennato, 34enne e Michel Gaetani, 30enne di Racale, e Gianni Vantaggiato, 56enne residente ad Asti.
Le motivazioni della sentenza si conosceranno entro i prossimi sessanta giorni.
Il collegio difensivo
Gli imputati erano difesi, tra gli altri, dagli avvocati Silvio e Giorgio Caroli, Biagio Palamà Francesco Fasano, Marco Macagnino Stefano Pati, Mario Coppola, Stefano Prontera, Chiara Brandolino, Salvatore Rollo, Luca Puce, Vincenzo Del Prete, Ladislao Massari, Mario Ciardo, e David Alemanno.
