Anziano di Calimera preso a calci in mezzo alla strada: resta ai domiciliari, il medico di base arrestato

Il Tribunale del Riesame ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa. Vincenzo Refolo è finito in manette il 4 aprile scorso.

Confermati i domiciliari per il medico di Calimera, arrestato il 4 aprile scorso per aver picchiato un anziano. Il Tribunale del Riesame (presidente e relatore Carlo Cazzella, a latere Antonio Gatto e Anna Paola Capano) ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa.

La discussione in aula si è tenuta alla presenza delle parti, seppur “a distanza di sicurezza”, nel rispetto delle norme di sicurezza anti contagio da covid-19.
L’avvocato Gabriele Valentini, difensore del medico di base Vincenzo Refolo, ha chiesto la revoca della misura degli arresti domiciliari per l’insussistenza delle esigenze cautelari. Anzitutto, il legale ha rimarcato il fatto che il suo assistito è incensurato e la sua lunga esperienza professionale risulta senza “macchie”. Dunque non sussiste il pericolo di reiterazione del reato e il medico andrebbe rimesso in libertà. Anche perché l’episodio “incriminato”, seppur grave, dovrebbe venire inquadrato come una reazione ad una precedente provocazione.

Di tutt’altro avviso, il sostituto procuratore Massimiliano Carducci che invece ha sostenuto che il dr. Refolo, a prescindere dalla sua competenza specifica di medico, va considerato come un soggetto socialmente pericoloso.

Una volta depositate le motivazioni del provvedimento del Riesame, entro il termine di 30 giorni, l’avvocato Gabriele Valentini potrebbe fare ricorso in Cassazione.

L’arresto

Vincenzo Refolo è stato arrestato il 4 aprile scorso, su richiesta del procuratore capo Leonardo Leone De Castris e del pm Massimiliano Carducci. L’indagato risponde del reato di lesioni personali aggravate dalla sua qualifica di pubblico ufficiale e dai motivi futili e abietti.
Il gip Giulia Proto, nell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, parla di “violenza spropositata a fronte della semplice e banale insistenza di un paziente anziano che voleva solo una soluzione o un suggerimento”.

L’anziano picchiato è tornato a casa

Intanto, come riferito in un precedente articolo, è stato dimesso dall’ospedale, l’anziano preso a calci dal dr. Refolo. L’86enne di Calimera, Foca Bellotoma, nel primo pomeriggio di venerdì scorso, è tornato a casa dopo una settimana trascorsa presso il “Vito Fazzi” di Lecce. Difatti, il nipote Enzo lo ha riaccompagnato nell’abitazione di Calimera, dove Foca Bellotoma vive da solo.

I medici, in seguito al ricovero del 3 aprile scorso (il giorno successivo all’aggressione), hanno stabilito per lui una prognosi di 25 giorni. Dopo la violenta aggressione per mano del medico di base, l’86enne ha rimediato la frattura di due costole ed ecchimosi sul viso e su altre parti del corpo. E parlando con il proprio avvocato Renata Minafra, ha dichiarato di aspettarsi che la giustizia faccia ora il suo corso. E ha confermato che si costituirà parte civile, nel momento in cui si arriverà alla celebrazione di un processo.

Dunque, l’86enne ritiene non veritiera la versione dei fatti offerta dal medico, anche nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Il dr. Refolo ha chiesto scusa per l’aggressione, avvenuta all’esterno dello studio. Egli ha però precisato come il video, ben presto divenuto virale, fornirebbe una ricostruzione parziale di quanto successo. Inoltre, sarebbe stato precedentemente insultato ed aggredito dall’86enne, all’interno del proprio ambulatorio.

L’anziano paziente avrebbe lanciato una sedia e avrebbe tentato di colpirlo con una stampella, alla presenza della propria segretaria, per non avere ancora ottenuto una visita, presso il Poliambulatorio di Martano, prescrittale giorni prima. Successivamente, mentre lo stava accompagnando verso l’esterno, Refolo sarebbe stato colpito da Bellotoma con una cartelletta. E solo a quel punto, ci sarebbe stata la sua scomposta reazione.