Operazione Skipper su traffico di droga transazionale. Il Riesame conferma il carcere per cinque arrestati

L’operazione investigativa ha scoperchiato un ingente e consolidato traffico di droga transazionale con epicentro nel basso Salento.

Il Tribunale del Riesame conferma il carcere per cinque degli arrestati nell’ambito Skipper che ha scoperchiato un ingente e consolidato traffico di droga transazionale con epicentro nel basso Salento.

Il collegio (Presidente Giovanni Gallo, relatore Antonio Gatto, a latere Anna Paola Capano) ha rigettato i ricorsi della difesa per: Pierpaolo Pizzolante, 30 anni di Acquarica del Capo; Giovanni Rizzo, 52 anni di Taviano; Nicolò Urso, 22 anni di Presicce; Donato Angelo Rainò, conosciuto come Donatello, 53enne di Taviano, (sono assistiti dall’avvocato Biagio Palamà).

Stesso discorso per Giuseppe Amato, 65 anni di Scorrano, detto Padreterno, difeso dagli avvocati Ladislao Massari e Vincenzo Blandolino. Sempre in mattinata, però, il gip Cinzia Vergine (che ha emesso l’ordinanza di arresto), dopo l’istanza presentata dalla difesa, ha conferito l’incarico allo specialista in dermatologia Carlo Capilungo, per accertare se le condizioni di salute (soffre di una malattia della pelle) del presunto boss e stabilire se sono incompatibili con il carcere. Attualmente, il 65enne di Scorrano si trova detenuto nel penitenziario di Brindisi.

Giuseppe Amato, conosciuto come ‘Padreterno’, ricordiamo venne arrestato già il 24 giugno del 2019, nel corso dell’Operazione «Tornado» che ha fatto luce sugli ‘affari’ di un’associazione criminale emergente, specializzata nel traffico di sostanze stupefacenti (la sentenza con rito abbreviato è prevista il 24 febbraio). E nei giorni scorsi, sempre il Riesame, ha accolto l’Appello della Procura che chiedeva nuovamente il carcere per Amato. Nel maggio dello scorso anno, invece, il Riesame accolse l’istanza della difesa, dopo una consulenza tecnica. Dunque, Amato che era detenuto nel carcere di Tolmezzo (in provincia di Udine), fu autorizzato a tornare a casa per essere curato.

L’operazione Skipper

L’organizzazione presentava un organigramma ben definito e collaudato: Alduino Giannotta, 59enne salentino, era il promotore, organizzatore, dirigente e finanziatore, dedito all’approvvigionamento della cocaina dall’Olanda ed ai contatti con i fornitori internazionali. Pierpaolo Pizzolante, 30enne di Acquarica del Capo, organizzatore, uomo di fiducia di Giannotta, preposto alla direzione delle importazioni dall’Olanda e alla successiva distribuzione del narcotico in territorio salentino. Giovanni Rizzo, 53enne di Taviano, che acquisita la sostanza da Giannotta, la redistribuiva sulle principali piazze della provincia leccese.

E poi ci sono Nicolò Urso, 32enne di Presicce e Donato Angelo Rainò, cinquantatreenne di Taviano, ritenuto gli uomini di fiducia rispettivamente di Pizzolante e Giovanni Rizzo, dediti all’attività di trasporto, acquisto e vendita della cocaina nei territori di competenza e delle connesse operazioni di consegna e ritiro dei corrispettivi in denaro.

E si è in attesa dell’estradizione di Alduino Giannotta, 58 anni, di Acquarica del Capo, ma residente ad Amsterdam. Nei giorni scorsi, è stato catturato in Brasile ed è considerato la “mente” dell’organizzazione criminale. È assistito dall’avvocato Biagio Palamà e verrà ascoltato nei prossimi giorni.

Invece, hanno fatto “scena muta” quasi tutti gli arrestati dell’operazione Skipper.



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