Vino adulterato e “concorrenza sleale”? Assolti enologo e legale rappresentante di Megale Hellas

La difesa dei due imputati ha invece sottolineato l’assenza di adulterazione del prodotto e l’estraneità degli imputati alle condotte contestate.

Arriva l’assoluzione per l’enologo e il legale rappresentante della azienda vinicola Megale Hellas, accusati di adulterazione di grosse quantità di vino e di “concorrenza sleale” verso un’altra nota azienda.

Al termine del processo il giudice monocratico Bianca Todaro, ha assolto, “perché il fatto non sussiste”: Giuseppe Caragnulo, 60 anni di San Donaci, difeso dall’avvocato Massimo Manfreda e Vincenzo Laera, 40 anni di Mesagne, assistito dall’avvocato Francesco Vergine. Non solo, poiché il giudice ha disposto il dissequestro del prodotto.

La Cantina Azienda Agricola Cosimo Taurino si era costituita parte civile

Secondo l’accusa rappresentata dal pm Donatina Buffelli, nel corso del 2013, Caragnulo in qualità di enologo e di legale rappresentante della Megale Hellas Srl e Laera in qualità di enologo e di socio della suddetta società, avrebbero adulterato rilevantissimi quantitativi di prodotto vinoso, consegnandolo con la falsa indicazione “vino rosso doc Salice Salentino Riserva 2010”, a una nota Casa vinicola nazionale che procedeva all’imbottigliamento e alla vendita all’estero.

Non solo, poiché il vino veniva denominato “Il Tauro”, e come sostiene l’accusa con “indicazioni che pur non identiche, per forma del disegno, per collocazione spaziale sull’etichetta, per i colori, per i caratteri della stampa e per l’assonanza “Il Tauro” invece che Taurino erano idonei comunque a trarre in errore i consumatori finali del suddetto vino con la produzione della rinomata Cantina Azienda Agricola Cosimo Taurino”

Tale operazione di mercato avrebbe inoltre suscitato le reazioni dei consumatori che si lamentavano presso l’azienda Agricola Cosimo Taurino della cattiva qualità del prodotto acquistato ritenendo erroneamente di aver acquistato l’originale Salice Salentino Riserva, con grave turbamento dell’attività commerciale della suddetta azienda.

La difesa dei due imputati ha invece sottolineato l’assenza di adulterazione del prodotto e l’estraneità degli imputati alle condotte contestate.

Come detto, le accuse sono cadute al termine del processo.



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