Calunniò un “camice bianco” salentino? Assolto l’ex Presidente dell’Ordine dei Medici di Lecce, Luigi Pepe

Il 73enne originario di Acquarica del Capo, ma residente a Surano, è stato assolto con formula piena, perché il fatto non costituisce reato”, dai reati di calunnia e diffamazione.

Arriva l’assoluzione per l’ex Presidente dell’Ordine dei Medici di Lecce, Luigi Pepe, accusato di avere incolpato di un reato ed offeso la reputazione di due “camici bianchi”, tra i quali compariva un salentino.

Il 73enne originario di Acquarica del Capo, ma residente a Surano, è stato assolto con formula piena, perché “il fatto non costituisce reato”, dai reati di calunnia e diffamazione.

La sentenza è stata emessa dal Tribunale Penale di Bologna (Dr. Mirko Stifano).

Secondo il pm Michela Guidi, il 13 febbraio di quattro anni fa, Pepe attraverso una querela presentata presso i carabinieri di Bologna, avrebbe affermato come L.T., al momento dell’iscrizione all’Ordine dei Medici, avesse dichiarato il falso riguardo presunti precedenti penali. Invece, sempre secondo Pepe, G.P. avrebbe “coperto” L.T., non informando le autorità competenti sulle falsità del medico di Surbo.

I difensori dell’imputato, gli avvocati Vanessa Pepe e Fabio Ruberto, hanno rilevato preliminarmente l’erronea contestazione dei reati di calunnia e diffamazione relativamente allo stesso fatto, in quanto il primo reato assorbe il secondo.

L’istruttoria dibattimentale ha accertato l’insussistenza del reato, in primis in quanto il dott. Pepe aveva agito su mandato unanime del Consiglio dell’Ordine che all’epoca presiedeva. Non solo, poiché le emergenze dibattimentali hanno dimostrato come l’imputato non fosse a conoscenza del contenuto della domanda di iscrizione all’Albo di L.T., con conseguente insussistenza dell’elemento psicologico del reato contestato; inoltre, la domanda di iscrizione dello stesso L.T. si è rivelata, nel corso del dibattimento, omissiva nella parte in cui evitava di indicare la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

All’esito dell’istruttoria dibattimentale, lo stesso PM ha chiesto lassoluzione del dott. Pepe perché il fatto non costituisce reato. La I Sezione Penale Monocratica del Tribunale di Bologna, ha disposto il termine di 90 giorni per il deposito della motivazione della sentenza.

Invece, nelle scorse settimane, è arrivata un’altra assoluzione per l’ex Presidente dell’Ordine Medici di Lecce, Luigi Pepe, nell’inchiesta bis sul presunto ostruzionismo nei riguardi di Mauro Minelli, Dirigente Responsabile del Centro Imid di Campi Salentina, all’epoca dei fatti.

I giudici della seconda sezione collegiale (Presidente Pietro Baffa) hanno assolto il 73enne di Surano, con la formula “perché il fatto non sussiste”. Non solo lui, ma anche Amedeo Bianco, 72 anni anni originario di Napoli ma residente a Torino e Roberta Chiersevani, 73 anni nata a Trieste, con residenza a Gorizia, in qualità di Presidenti, succedutisi all’epoca dei fatti, della Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCO).

I tre imputati rispondevano dell’ipotesi di reato di abuso d’ufficio.

Il pm Alessandro Prontera, al termine della requisitoria, ha chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati.

Luigi Pepe, in questo procedimento, è assistito dagli avvocati Luigi Covella e Mariangela Vanessa Pepe che hanno sostenuto l’insussistenza del reato di abuso d’ufficio. Ricordiamo che Mauro Minelli si era costituito parte civile con gli avvocati Giuseppe Terragno e Anna Centonze.

L’altro processo

Intanto, dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale, prosegue l’altro processo a carico dell’ex Presidente dell’Ordine dei Medici. Pepe deve difendersi dall’accusa di presunte pressioni sul Centro Imid di Campi Salentina e il suo dirigente Mauro Minelli, al fine di “costringerlo” a dimettersi.



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