Dopo la chiusura della delicata inchiesta sullo studente di 17 anni, accusato di avere telefonato al padre per invitarlo a recarsi a scuola per picchiare un docente, il professore che lo aveva rimproverato, si è svolta oggi l’udienza preliminare ed il ragazzo ha ottenuto la messa alla prova.
In mattinata, davanti al gup Lucia Rabboni del Tribunale per i minorenni, il giovane imputato, difeso dall’avvocato Giorgio Caroli (sostituito in udienza dal collega Vincenzo Del Prete), ha avanzato la suddetta istanza che è stata accolta.
Il giudice ha disposto un programma rieducativo di 8 mesi, in accordo con il Procuratore capo Simona Filoni del Tribunale per i minorenni e i servizi sociali, al termine del quale, si dovrà verificare, nella prossima udienza fissata per il 14 gennaio del 2027, se il percorso sia andato a buon fine. In caso affermativo, il ragazzo otterrebbe l’estinzione del reato che gli permetterebbe di mantenere la fedina penale pulita.
L’imputato risponde delle accuse di minacce a pubblico ufficiale con l’aggravante prevista per i reati commessi contro un docente nell’esercizio delle sue funzioni e anche di oltraggio a pubblico ufficiale. Il padre è accusato delle stesse ipotesi di reato, in concorso con il figlio più grande, ma le loro posizioni saranno valutate dal giudice Fabrizio Malagnino del tribunale ordinario, nell’udienza del 19 aprile del 2027, dopo il decreto di citazione diretta a giudizio del pm Massimiliano Carducci. Il professorei potrà eventualmente costituirsi parte civile, assistito dall’avvocato Biagio Palamà.
I fatti si sarebbero verificati 17 dicembre dell’anno scorso, all’interno di un Istituto Superiore di Casarano.
In base all’ipotesi accusatoria, quel giorno, il ragazzo venne ripetutamente invitato dal professore Sergio Luigi Manni, alla presenza dei compagni e di un altro docente, a rispettare le regole della scuola. Il ragazzo, va detto, era appena rientrato da una sospensione di 14 giorni e aveva già preso altre note disciplinari per avere, tra le altre cose, bruciato con un accendino gli spigoli del suo banco. E il prof lo avvertì che il suo comportamento avrebbe potuto determinare la convocazione di un consiglio di classe straordinario.
Il ragazzo avrebbe reagito, minacciando l’insegnante e urlando: “Adesso chiamo mio padre e ti faccio spaccare la faccia!”. Ed in effetti, avrebbe contattato telefonicamente il genitore, invitandolo a raggiungere la scuola per picchiare il professore. Giunto a scuola assieme al figlio di vent’anni, dopo circa un quarto d’ora, il padre dello studente, un uomo di 48 anni, originario di Taurisano, avrebbe, a sua volta, offeso e minacciato il professore mentre il più piccolo, dopo essersi allontanato dalla classe, avrebbe incitato il genitore a picchiare il docente. E lo avrebbe insultato e strattonato, tanto che l’insegnante si sarebbe rifugiato in bagno per poi chiedere aiuto al numero di emergenza 112.
Tornando allo studente 17enne, va detto, che per lui è stata accolta la messa alla prova (il percorso resta lo stesso per entrambi i procedimenti a suo carico), assieme ad altri tre minorenni, dopo la richiesta di rinvio a giudizio per minacce e atti di discriminazione razziale ai danni di un ragazzo di origine senegalese.
Ed il giudice, al termine dell’udienza preliminare, ha accolto l’istanza avanzata dalla difesa per tre di loro (tra cui il ragazzo di Taurisano). Solo uno non ha chiesto riti alternativi e potrà difendersi nel corso del processo.
Per i tre è stato disposto un programma rieducativo (il percorso resta lo stesso per 17enne di Taurisano per entrambi i procedimenti a suo carico), in accordo con i servizi sociali, al termine del quale, il giudice dovrà verificare, nella prossima udienza fissata per il 14 gennaio del 2027, se il percorso sia andato a buon fine. In caso affermativo, anche in questo caso, i ragazzi otterrebbero l’estinzione del reato che gli permetterebbe di mantenere la fedina penale pulita.
