Episodi di corruzione con il coinvolgimento di un ex assessore regionale. Chieste 4 condanne ed un’assoluzione 

È quanto chiesto dal pm durante il rito abbreviato, sulla maxi inchiesta “Re Artù”, che portò all’arresto, tra gli altri, dell’ex assessore regionale al Welfare, Salvatore Ruggeri.

La Procura invoca quattro condanne ed un’assoluzione nel corso del processo con rito abbreviato, relativo alla maxi inchiesta “Re Artù”, che portò nel luglio del 2022, all’arresto, tra gli altri, dell’ex assessore regionale al Welfare, Salvatore Ruggeri, per una serie di presunti episodi di corruzione per ottenere voti, somme in denaro, pesce di qualità e champagne in cambio di favori, come i posti di lavoro.

Nella giornata di oggi, dinanzi al gup Angelo Zizzari  si è tenuta la requisitoria del pm Alessandro Prontera che ha invocato: 2 anni e 4 mesi per il commercialista Giantommaso Zacheo, 51enne, di Carpignano; 2 anni per Giuliana Lecci, 38enne, di Montesano Salentino; 1 anno e 20 giorni per Luigi Antonio Tolento, 37enne di Soleto;  5 mesi e 20 giorni, per Antonio Specchia, 37enne di Serrano (frazione di Carpignano Salentino).

Rispondono  a vario titolo dei reati di corruzione, traffico di influenze illecite e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

Invece, il pm ha chiesto l’assoluzione per l’ingegnere Roberto Aloisio, 51enne, di Maglie, coinvolto nel filone d’inchiesta sui lavori di ripascimento del lido Atlantis di Otranto, per il quale sono stati già prosciolti, durante l’udienza preliminare dalle accuse di abuso d’ufficio e falso:  Pierpaolo Cariddi, 57 anni, ex sindaco di Otranto; Mario Pendinelli, 58 anni, sindaco di Scorrano; Emanuele Maggiulli, 57 anni, di Muro Leccese, ex dirigente comunale.

La sentenza del gup Angelo Zizzari è prevista per il 16 settembre, dopo le arringhe difensive degli avvocati.

Intanto prosegue il processo con rito ordinario. Tra gli imputati anche l’ex direttore generale dell’Asl Rodolfo Rollo che è accusato di corruzione impropria per aver “favorito” l’accordo per l’acquisto delle prestazioni dialitiche del Centro “Santa Marcellina” dell’ospedale Panico di Tricase, diretto da Suor Margherita (anch’essa finita sotto processo).

Le investigazioni, svolte dai finanzieri della Compagnia di Otranto sono confluite nel blitz “Re Artù” del 7 luglio 2022, culminato in 11 misure cautelari.

Le indagini avrebbero mostrato il potere di Ruggeri di infiltrarsi nei consorzi di bonifica. Secondo l’ipotesi accusatoria poi, Ruggeri ed il medico  Elio Vito Quarta, “stringevano un patto corruttivo”, con la collaborazione del commercialista Zacheo per accreditare il centro privato “Prodia” di Muro Leccese all’esercizio dell’attività di procreazione assistita. Nell’inchiesta si parla poi di posti di lavoro per i suoi “protetti”, in cambio di pesce di qualità e champagne. E si fa riferimento ad un presunto patto a luci rosse con una 37enne che ambiva a migliorare la posizione lavorativa.

Invece Mario Romano, all’epoca in cui era consigliere regionale è accusato di avere raccomandato, il figlio di un signore che aveva presentato domanda per il concorso Arpal (Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro), assicurandogli il superamento del concorso dietro il pagamento di 8mila euro. Ed anche un 64enne per il concorso in Sanità Service, dietro il pagamento della somma di 7.500 euro.

Il collegio difensivo

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Giuseppe Fornari, Salvatore Corrado, Gianluca D’Oria, Mauro Finocchito, Antonio Quinto, Massimo Manfreda, Luigi Covella, Francesco Fasano, Luigi Corvaglia, Pierluigi Portaluri, Gabriella Mastrolia, Francesca Conte, Sabrina Conte, Maria Greco, Dario Paiano, Dimitry Conte, Dario Congedo, Corrado Sammarruco, Antonio Costantino Mariano, Francesco Vergine, Stefano De Francesco, Carlo Viva, Francesco Romano, Giovanni Montagna, Remo Cagnazzo, Maria Antonietta Martano, Gaetano Castellaneta, Mario Coppola, Giuseppe Lelio Adam