Arriva la condanna per un 53enne accusato di una lunga serie di vessazioni verso la moglie e le due figlie, una delle quali affetta da sindrome di down.
Al termine del processo, i giudici in composizione collegiale (presidente Fabrizio Malagnino) gli hanno inflitto la pena di 2 anni di reclusione per il reato di maltrattamenti, ma hanno dichiarato la sospensione della pena, subordinatamente alla partecipazione dello stesso ad uno specifico corso di recupero. I giudici hanno inoltre condannato il 53enne al risarcimento del danno in separata sede, verso ciascuna delle tre vittime, assistite dall’avvocato Anna Pecora.
L’imputato è stato assolto dal reato di lesioni, perché il fatto non sussiste.
I fatti si sarebbero verificati tra il 2021 ed il 2022, in una paese dell’hinterland di Lecce. Secondo l’accusa, avrebbe insultato, minacciato e limitato la libertà della coniuge, controllandole il telefono ed impedendole di parlare con la madre ed i parenti. Ed in una circostanza, al termine dell’ennesima aggressione, avrebbe distrutto dei mobili di casa. E poi, secondo l’accusa, avrebbe tentato di picchiare la figlia più grande con una cintura, finendo per colpire invece la moglie che era intervenuta in difesa della figlia.
Infine, l’uomo era accusato di avere picchiato la coniuge con un colpo al volto, costringendo la donna a richiedere l’intervento dei carabinieri.
L’imputato, difeso dall’avvocato Davide Pastore, potrà fare ricorso in Appello, una volta depositate le motivazioni della sentenza entro 90 giorni.
A.C.





