Arriva la conferma della condanna maturata in primo grado, a seguito del processo di Appello a carico di un tecnico radiologo accusato di avere palpeggiato una paziente. La Corte (presidente Domenico Toni), nella giornata di ieri, ha confermato il verdetto dei giudici della prima sezione collegiale (presidente Annalisa De Benedictis), emesso tre anni fa, al termine del processo con rito abbreviato. Va detto che al tecnico di radiologia, un 65enne in servizio presso l’ospedale “Veris Delli Ponti” di Scorrano, era stata riconosciuta l’ipotesi lieve del reato di violenza sessuale.
Tra le parti civili comparivano la vittima, con l’avvocato Giuseppe Nisi (non si è costituita nel processo di Appello, poiché già risarcita in primo grado) e l’Asl, rappresentata dall’avvocato Alfredo Cacciapaglia.
Il tecnico radiologo è difeso dagli avvocati Amilcare Tana e Marcello Urso. Attraverso i suoi legali, una volta depositate le motivazioni della sentenza (entro 90 giorni) potrà presentare ricorso in Cassazione.
Le indagini presero il via dalla denuncia della vittima. I fatti si sarebbero verificati il 4 gennaio del 2020, quando la donna si era recata presso il pronto soccorso dell’ospedale di Scorrano per un controllo. Secondo l’ipotesi accusatoria, la paziente, subito dopo, venne condotta in sala raggi per sottoporsi ad una radiografia al torace ed alle spalle. E qui sarebbe stata costretta a spogliarsi, per poi posizionarsi dinanzi al macchinario delle lastre. L’uomo, si sarebbe portato con il proprio corpo alle sue spalle e avrebbe cominciato a molestarla, palpeggiandola al seno. Non solo, poiché subito dopo, il tecnico radiologo si sarebbe posizionato di fronte a lei e avrebbe iniziato a baciarla con insistenza. A quel punto, la donna, dopo avere respinto il molestatore, sarebbe fuggita via terrorizzata. E successivamente si sarebbe recata presso la caserma dei carabinieri per sporgere denuncia.
In queste ore, come detto, è stata confermata la condanna in Appello.





