S’impossessò di oltre 47mila euro da una cliente: condanna a 4 anni per una ex dipendente delle Poste

L’inchiesta è partita dalla denuncia dei nipoti dell’anziana che scoprirono che dal libretto mancavano circa 50mila euro.

Arriva una nuova condannna per un’ex dipendente “infedele” delle Poste di San Cesario. I giudici della seconda sezione penale (presidente Pasquale Sansonetti) hanno inflitto la pena di 4 anni, nei confronti di Patrizia Rollo, 56 anni, di Merine.

L’imputata rispondeva del reato di peculato. Il collegio ha disposto, inoltre, il risarcimento del danno in separata sede in favore di due nipoti che si sono costituite parte civile con l’avvocato Francesco Cavallo. Non solo, anche una provvisionale pari all’intero danno (quantificato in 47mila).

L’imputata, infine, è stata condannata all’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici. In precedenza, il pubblico ministero Donatina Buffelli (che ha ereditato il fascicolo dal pm Giovanni Gagliotta) ha invocato una condanna a 4 anni.

La Rollo è difesa dall’avvocato Paolo Spalluto che ha che chiesto riqualificare il reato di peculato in “appropriazione indebita”

L’inchista

I fatti si sarebbero verificati tra ottobre e novembre del 2011. L’inchiesta è stata avviata a seguito della denuncia dei nipoti dell’anziana che scoprirono che dal libretto mancavano circa 50mila euro. La Rollo, addetta al servizio consulenza, aveva la disponibilità di 24 buoni postali fruttiferi, affermando di doverli trattenere per effettuare operazioni prolungate nel tempo. In realtà si sarebbe impossessata, in diverse tranches, del denaro effettuando una serie di prelievi.

Al termine di un altro processo in abbreviato, la Rollo è stata condannata a 2 anni e 4 mesi. Il giudice, in quel caso, ha però riqualificato il reato di peculato in “appropriazione indebita”.