Rapina in casa di una coppia di avvocati. Condanna a oltre 8 anni per presunto autore 

Al termine del processo di primo grado con rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo, il gup Sergio Tosi, ha inflitto la pena

Arriva una dura condanna per il presunto rapinatore, accusato di una rapina in casa di una coppia di avvocati.

Al termine del processo di primo grado con rito abbreviato (consente lo sconto di pena di un terzo), il gup Sergio Tosi, nelle scorse ore, ha inflitto 8 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione, nei confronti di Mirko Fiordiso, 33enne di San Cesario, per il reato di rapina aggravata dall’aver commesso il fatto ai danni di persone ultrasessantacinquenni. Il giudice ha disposto anche il pagamento di una provvisionale ed il risarcimento del danno in separata, in favore della coppia che si era costituita parte civile.

Il pm Maria Vallefuoco aveva invocato la condanna a 9 anni.

L’imputato è difeso dall’avvocato Renata Minafra. Il legale ha invocato l’assoluzione perché non vi sarebbe la prova che l’autore della rapina fosse Fiordiso. La difesa proporrà ricorso in Appello, una volta depositate le motivazioni della sentenza (entro 15 giorni).

Le accuse

I fatti si sarebbero verificati a San Pietro in Lama, il 20 febbraio dello scorso anno.

Secondo l’accusa, Fiordiso si sarebbe introdotto, con il volto coperto da cappuccio e passamontagna, in casa della coppia di avvocati. E si sarebbe fatto consegnare soldi e gioielli, con violenza fisica e minacce di morte. In particolare, avrebbe spinto l’avvocato per terra e mentre brandiva un coltello con lama seghettata, gli avrebbe rivolto minacce del tipo: “Dammi i soldi, sennò vi uccido, anzi uccido prima tua moglie”. Il rapinatore si sarebbe impossessato di una collana d’oro, due telefoni cellulari, un borsellino contenente 500 euro e due carte bancomat.

Mirko Fiordiso ha già patteggiato la pena di 5 anni di reclusione per una serie di scippi avvenuti a Lecce, nel marzo dello scorso anno, tra Lecce, Lequile e Cavallino.



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