“Suo figlio è finito in carcere, mi servono soldi”, ma era una truffa. 45enne napoletano condannato a 3 anni e 9 mesi

Non solo, poiché il giudice ha disposto il risarcimento del danno in separata sede, in favore dell’anziana che si era costituita parte civile.

Arriva la condanna per un 45enne napoletano, accusato di avere truffato un’anziana con la scusa di voler aiutare il figlio della donna, che a dire dell’uomo, era finito in carcere. 

Il gup Giulia Proto, al termine del processo con rito abbreviato (consente lo sconto di pena di un terzo) ha inflitto a V.C. (queste le sue iniziali) la pena di 3 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione.

Rispondeva dell’accusa di truffa aggravata.

Non solo, poiché il giudice ha disposto il risarcimento del danno in separata sede, in favore dell’anziana che si era costituita parte civile con l’avvocato Marcello Apollonio.

L’imputato è difeso dall’avvocato Carla Sgariglia che potrà presentare ricorso in appello, una volta depositate le motivazioni della sentenza.

Il giudice ha inoltre rigettato la richiesta di revoca della misura dei domiciliari per il 45enne, che venne arrestato il 23 maggio scorso dai Carabinieri della Stazione di Lecce Santa Rosa a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip, su richiesta della Procura. In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, la truffa risalirebbe al 25 novembre del 2022, quando un’anziana 88enne venne raggirata con una scusa. Erano le 11 quando suonarono al campanello della sua abitazione. Alla porta vi era un uomo, il quale le riferiva che il figlio era in carcere e occorreva tanto denaro perché potesse riguadagnare la libertà. L’anziana, spinta dalla paura, consegnava allo sconosciuto una collana e gli anelli che portava al dito. Il tutto avveniva alla presenza del marito 92enne. Il truffatore a quel punto fuggiva via. Ma qualcosa attirava l’attenzione dei vicini che stavano tornando a casa proprio in quel momento.

Non solo. Dopo il primo raggiro, all’anziana arrivava la telefonata di un presunto maresciallo dei carabinieri che rassicurava la donna perché il truffatore era stato fermato. Anche questa notizia si rivelava falsa.

Le dichiarazioni raccolte dai Carabinieri hanno dato il via alle indagini. Partendo dall’auto usata dal presunto truffatore, i militari hanno ricostruito il probabile percorso, arrivando fino a Napoli, dove la macchina sarebbe stata noleggiata. Ben presto l’uomo è stato identificato, arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari per truffa aggravata.



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