Ex bancario freddato con due colpi di pistola, mentre prelevava. Confermato un ergastolo

La Cassazione ha però annullato, l’isolamento diurno per 1 anno, nei confronti di Paulin Mecaj. Invece, per l’altro imputato, si dovrà celebrare un nuovo processo di Appello.

Confermato l’ergastolo, che diventa dunque definitivo, per Paulin Mecaj, ritenuto l’autore materiale dell’omicidio dell’ex bancario Giovanni Caramuscio. Il 69enne di Monteroni venne freddato con due colpi di pistola, davanti agli occhi increduli della moglie, il 16 luglio del 2021, verso le 23, mentre prelevava ad uno sportello bancomat a Lequile. La Corte di Cassazione, nelle scorse ore, ha però annullato, senza rinvio,  l’isolamento diurno per 1 anno, stabilito dalla  Corte d’Assise d’Appello di Lecce, accogliendo l’istanza dell’avvocato Stefano Prontera, legale del 33enne di origini albanesi.

Invece, per Andrea Capone, 30enne originario di Tricase, ritenuto complice di Mecaj, anch’egli residente a Lequile, gli “ermellini” hanno però annullato con rinvio, la condanna all’ergastolo, sempre con isolamento diurno per 1 anno. Dovrà quindi celebrarsi un nuovo processo, presso la Corte d’Assise d’Appello (sezione di Taranto), ma solo per decidere sull’annullamento delle attenuanti generiche, che gli permetterebbe di ottenere uno sconto di pena. L’imputato è assistito dall’avvocato Raffaele De Carlo.

I due rispondono dei reati di omicidio volontario, rapina aggravata e porto abusivo di arma.

Va detto, che nel settembre dello scorso anno, i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Lecce (presidente Ettore Nesti), avevano accolto la richiesta del procuratore generale Antonio Maruccia ed inflitto l’ergastolo per Mecaj e Capone con isolamento diurno per 1 anno. Ed era stato confermato, oltre al carcere a vita, anche il risarcimento del danno in favore delle parti civili, assistite dall’avvocato Stefano Pati, come stabilito in primo grado dai giudici della Corte d’Assise di Lecce (presidente Pietro Baffa, a latere Maria Francesca Mariano e giudici popolari). Ricordiamo che, nel corso del processo si era tenuto l’esame in aula dei due imputati, che avevano  confermato quanto riferito in due lettere depositate nel corso del dibattimento, chiedendo perdono alla famiglia della vittima.

Le indagini sull’omicidio, che si sono avvalse della visione delle telecamere di videosorveglianza e dell’ascolto di alcuni testimoni, sono state condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce, coordinati dal pm Alberto Santacatterina, che ben presto sono riusciti a stringere il cerchio sui presunti responsabili. Mecaj e Capone vennero raggiunti, in tempi diversi, da un’ordinanza di misura cautelare in carcere, a firma del gip Laura Liguori.

Come detto, in queste ore, è diventata definitiva la condanna all’ergastolo per il solo Mecaj.